Può sembrare insolito, ma gli allevamenti bovini sono fra le principali cause dell’aumento delle emissioni di gas serra. Per far spazio ai pascoli, infatti, sempre più di frequente vengono distrutte ingenti porzioni di foresta. E, come se non bastasse, mucche da latte e da carne producono fisiologicamente grandi quantità di gas tossici, tali da rendere necessaria un’urgente contromossa. Nasce così l’idea della mucca a impatto zero, per proteggere il clima futuro senza rinunciare ai prodotti di latte e carne.

La proposta arriva nientemeno che dall’amministrazione Obama: delle mucche dall’alimentazione controllata, produttrici di quantità inferiori di gas serra, monitorate ed eco-compatibili. Un progetto su cui gli Stati Uniti contano di investire somme ingenti di denaro, per rendere gli allevamenti davvero green. Ma in che modo i bovini contribuiscono negativamente all’inquinamento del Pianeta?

A quanto pare, ogni esemplare è in grado di produrre dai 250 ai 300 litri di metano al giorno, tra gas esofagei, flatulenze e feci. Un problema non da poco per gli Stati Uniti, dove vi sono ben 88 milioni di mucche, tanto da pesare sull’emissione globale di gas serra fino a 9 punti percentuali. E sull’intero globo si rischia di sfiorare percentuali prossime al 20%. Si tratta di emissioni addirittura più dannose dell’anidride carbonica, perché più persistenti in atmosfera e meno sensibili alle capacità di pulizia dell’aria dovute a boschi e foreste.

Chiamato “Cow of the Future Project”, e realizzato dall’Innovation Center for US Dairy, l’intento di creare una mucca a impatto zero si esplica con una speciale alimentazione. Degli integratori naturali a base di vitamine, fibre e supplementi di cereali permetteranno di ridurre la produzione di gas a livello esofageo e intestinale, riducendo così la quantità di metano emessa e, nel contempo, garantendo all’animale una migliore salute. Quindi sono al vaglio delle speciali pompe da inserire nelle stalle, affinché il metano prodotto – una parte è fisiologica per i normali processi di digestione – non venga sprecato ma raccolto, quindi riutilizzato per tutte le attività utili all’uomo. Si stima, infatti, che il gas prodotto giornalmente da ogni singola mucca sia in grado di fornire energia sufficiente per alimentare un frigorifero di una famiglia media a stelle e strisce. Infine, un ritorno alle best practice della tradizione: non più bovini ammassati negli allevamenti intensivi, ma liberi di pascolare, di consumare erba fresca e monitorata costantemente affinché la sua dieta sia la più salubre possibile.

10 aprile 2014
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