Maxi sequestro di cagliata di provenienza estera da parte dei NAS di Bari. Il Nucleo AntiSofisticazioni dei Carabinieri ha posto sotto sequestro circa 3 tonnellate e mezzo di prodotti arrivati in Italia da Germania e Irlanda, per un valore stimato intorno ai 90 mila euro. L’operazione si è svolta in un caseificio della Murgia barese, dove i materiali sono stati rinvenuti in cattivo stato di conservazione e sottoposti a congelamento senza il rispetto dei criteri di legge. Una procedura che avrebbe potuto comportare rischi per la salute a carico dei consumatori.

I sospetti dei Carabinieri sono originati dai prezzi di vendita dei prodotti caseari, non compatibili secondo i militari con i costi legati a materia prima e gestione degli impianti. Denunciato il titolare del caseificio.

Secondo Coldiretti una mozzarella su quattro venduta in Italia risulterebbe prodotta non da latte fresco, ma da “semilavorati industriali” di provenienza estera, spesso privi della necessaria etichettatura. Una pratica che influirebbe in maniera pesantemente negativa sul mercato, come sostiene la stessa associazione:

Sono questi i comportamenti che provocano una distorsione del mercato, deprimono i prezzi pagati ai allevatori italiani e causano la chiusura degli allevamenti.

Salvare il made in Italy diventa più che mai un’operazione della massima urgenza secondo il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo, che afferma:

Di fronte a questa escalation di truffe e inganni per salvare il made in Italy non c’è più tempo da perdere e occorre rendere subito obbligatoria l’indicazione di origine del latte in tutti i prodotti lattiero caseari per garantire la trasparenza dell’informazione e la salute dei consumatori.

19 gennaio 2016
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