Quando le temperature esterne sono più fredde, molti motori a gasolio risultano più inquinanti. Lo indica una indagine svolta su 213 autovetture costruite da 31 Case auto da Emission Analytics, società britannica che effettua prove su strada con l’impiego dei PEMS (Portable Emissions Measurement Systems) per la misurazione dei consumi reali e delle emissioni su strada.

Nel dettaglio l’inquinamento nei motori diesel risulterebbe tanto maggiore quanto più la temperatura dell’ambiente esterno si abbassa da 18°C: questo farebbe sì che, in determinate condizioni di impiego, le normative europee in materia di emissioni di particolato e ossidi di azoto potrebbero essere aggirate da molte case costruttrici.

Nel dettaglio, l’indagine Emission Analytics avrebbe trovato che, in condizioni di utilizzo al di sopra di 18°C, la media delle emissioni di ossidi di azoto nei diesel Euro 5 sottoposti ai test era 3,6 volte oltre i limiti UE, mentre al di sotto di questa temperatura tale valore è aumentato a 4,6. Discorso differente per i più recenti Euro 6, che hanno fatto registrare risultati migliori in termini di inquinamento atmosferico: 2,9 volte oltre i limiti a temperature sopra i 18° e 4,2 volte al di sotto di questo valore.

Viene da chiedersi se i milioni di autoveicoli diesel di nuova generazione (Euro 5) attualmente in circolazione in Europa e in tutte le stagioni dell’anno non impieghino i sistemi di pulizia dalle emissioni. Una domanda alla quale Nick Molden, amministratore delegato di Emission Analytics, ha risposto così:

Questo è un legittimo sospetto; almeno, può essere che molti autoveicoli utilizzino i propri dispositivi anti inquinamento in maniera ridotta, magari per ottenere un piccolo miglioramento nei consumi.

23 giugno 2016
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Fonte:
BBC
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