Si chiama Memento Mori ed è una mostra fotografica ideata e realizzata dal fotografo Yun-Fei Tou, classe 1975. Il termine deriva dal latino e letteralmente significa “ricordati che devi morire”. Non una maledizione, ma forse più un monito alla consapevolezza dell’inevitabile destino finale. L’artista ha voluto raccogliere fotograficamente gli ultimi attimi di vita di un gruppo di cani destinati alla soppressione.

Una pratica consolidata in alcuni stati, come Taiwan oppure gli USA, dove il concetto dell’ultimo miglio è ben radicato e privo di compassione. Le immagini ritraggono i cani, di qualsiasi età e stazza, l’attimo antecedente l’iniezione letale. Nel caso di Taiwan il periodo che intercorre tra la cattura dei cani e la soppressione è di soli 12 giorni.

L’artista ha voluto catturare quei momenti di triste consapevolezza, dove il dolore dell’abbandono urla attraverso le ferite del corpo e dell’animo. Foto compassionevoli che cercano di ridare dignità e amore a quelle povere anime, vittime dell’abbandono e della trascuratezza umana. Cani soli, traditi dall’uomo, rifiutati e costretti a morte certa.

Sono più di 40.000 le immagini scattate in più di due anni di percorso, e verranno esposte ad agosto presso il Museo di Belle Arti nella città meridionale taiwanese di Kaohsiung. L’obiettivo è quello di sensibilizzare verso la cura ed il rispetto degli animali, che siano di affezione o randagi. In modo da evitare inutili abbandoni, favorendo la cura, la sterilizzazione e l’adozione.

Un lavoro intenso e carico di rispetto, dolore e amore, che l’artista ha voluto rendere pubblico anche attraverso il Web.

13 luglio 2012
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