La struttura dello zoo John Ball, in Michigan, è molto nota tra gli americani, che la visitano con costanza proprio per la nutrita proposta di presenze. Gli animali ospitati nel centro sono tanti e di specie differenti: la possibilità di poter accedere ad alcuni di loro rende le gite molto accattivanti. Ma recentemente lo zoo ha dovuto comunicare una triste notizia: la morte di ben ventuno esemplari tutti nello stesso giorno. Una vera e propria ecatombe che ha coinvolto tre squali e diciotto razze, deceduti a causa del malfunzionamento di una pompa di ossigenazione. Il guasto meccanico ha inciso sulla sopravvivenza dei ventuno esemplari presenti nella stessa vasca, una piscina dai confini limitati posizionata all’aperto, dove gli ospiti avevano la possibilità di toccare gli animali con le mani.

Per permettere la sopravvivenza degli esemplari presenti, lo zoo aveva inserito una pompa meccanica, utile al ricambio dell’ossigeno presente nell’acqua. Ma all’inizio di luglio una condizione atmosferica, alterata da forti piogge continuative, ha inciso sul funzionamento dell’apparecchio, probabilmente ostruendolo. Questo ha impedito la corretta ossigenazione portando alla morte dei ventuno animali per soffocamento. I funzionari e lo staff dello zoo hanno comunicato l’accaduto attraverso la pagina social di Facebook, definendo l’evento un incidente dai contorni strazianti. Ma gli oppositori e i critici delle struttura hanno specificato come l’evento fosse solo un incidente in attesa di accadere.

La PETA è intervenuta con un comunicato, specificando come vi siano poche esibizioni mortali quanto una piscina dove gli spettatori possono immergere le mani. Gli animali presenti non godono dell’opportunità di sfuggire all’interazione umana, proprio a causa dello spazio angusto. Inoltre, i batteri presenti sulla pelle delle mani inquinano l’acqua, alterandone le condizioni fisiologiche. Una piscina dove il malfunzionamento di un meccanismo può causare la morte di tutto il gruppo per soffocamento o intossicazione. Colpito dalla situazione Peter D’Arienzo, CEO dello zoo, ha deciso di cambiare politica nei riguardi della piscina. Fino a quando non si troverà una soluzione ottimale per il benessere degli animali, la vasca non verrà riempita con nuovi esemplari.

25 luglio 2016
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