Morso dal gatto: muore di rabbia 24 ore dopo

Viene morso da un gatto e muore, solo dopo 24 ore, a causa della rabbia. È questa la disavventura che ha coinvolto un cittadino britannico, in viaggio in Marocco: la malattia, estremamente grave, si è rivelata fatale per il malcapitato. A confermare la notizia è il Servizio Sanitario del Regno Unito: sebbene in patria la rabbia sia stata debellata, aumentano i casi di contagio all’estero, ad esempio durante i viaggi. Per questa ragione, è sempre necessario approfittare di rigorose misure igieniche.

Non sono emersi particolari dettagli sull’incontro, purtroppo fatale, tra il cittadino britannico e il gatto affetto da rabbia, probabilmente un randagio. La malattia attacca l’apparato neurologico determinando danni irreversibili, portando velocemente alla morte: sebbene non vi siano cure dopo la manifestazione dei sintomi, esiste un’efficace profilassi preventiva tramite vaccini.

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È proprio grazie alla somministrazione di vaccini agli animali, sia quelli domestici che quelli selvatici, che l’eradicazione della rabbia è stata possibile in gran parte dei Paesi dell’Europa, dove il numero di segnalazioni è davvero molto esiguo. Quando si viaggia all’estero, soprattutto in zone dove la rabbia è ancora diffusa, è però fondamentale informarsi sulle necessità vaccinali locali e agire di conseguenza.

Nel frattempo, le autorità sanitarie del Regno Unito hanno fornito qualche misura di contenzione per scongiurare il rischio di contagio, poiché le prime 24 ore risultano determinanti:

Chiunque sia stato morso, graffiato o leccato da un animale in un Paese dove sia presente la rabbia, o abbia avuto un contatto diretto con un pipistrello in Inghilterra, dovrebbe agire immediatamente lavando la ferita o il sito di esposizione con abbondante acqua e sapone e rivolgersi subito a un medico.

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Secondo i dati dell’OMS, la rabbia causa ogni più di 55.000 morti in tutto il globo, di cui il 95% in Asia e in Africa. A seguito di un contatto a rischio, è necessario provvedere immediatamente alla disinfezione profonda della ferita e alla contestuale vaccinazione, poiché metodo efficace per evitare l’insorgenza della malattia se effettuato tempestivamente.

14 novembre 2018
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