Centinaia di migliaia di pesci hanno trovato la morte nelle acque del lago Cajititlan, in Messico. 50 tonnellate di esemplari rinvenuti a galla e senza vita, il tutto in poco più di 48 ore, tanto da preoccupare le popolazioni locali e le autorità. Ancora sconosciute le cause, ma in molti indicano nell’inquinamento la ragione più evidente della moria.

Una distesa di pesci senza vita enorme, tale da ricoprire buona parte dell’estensione del lago: 9 chilometri in lunghezza e due in larghezza. Mentre sono in corso le indagini per stabilire le cause, le autorità locali non trovano accordo. Per molti rappresentanti locali il fenomeno sarebbe connesso a cicli naturali della zona, forse per una scarsa ossigenazione delle acque o per un aumento repentino della loro temperatura. Per il dipartimento dell’ambiente, sebbene i risultati delle analisi non siano ancora disponibili, sarebbe evidente il carattere tutt’altro che fisiologico di un simile evento. A spiegarlo è il Ministro Maria Magdalena Ruiz Mejia in una nota:

Non è un fenomeno naturale o ciclico. Non abbiamo prove di supporto a cause naturali o cicliche, al contrario abbiamo una serie di variabili che ci portano a ritenere questo fenomeno sia ricorrente e sempre più severo, perché causato dalla carente gestione delle acque.

Come già accennato, molte le ipotesi da vagliare, forse connesse all’inquinamento e agli scarichi non regolamentari nel lago. L’area, infatti, è popolata di aziende che regolarmente immettono nello specchio d’acqua sostanze di rifiuto e flussi reflui, probabilmente non correttamente depurati. In particolare, i riflettori sarebbero puntati su una fabbrica di distillati per la produzione di tequila, impianto che sarebbe autorizzato a versare scarti tossici direttamente in acqua. Un caso simile si era già verificato nel 2013 sempre in Messico, quando una società alimentare aveva gettato grandi quantità di molassa in un fiume, provocando la morte di trote e carpe.

Emergono, tuttavia, anche altre motivazioni credibili. Secondo un’interpretazione non ufficiale, le forti piogge delle ultime settimane avrebbero trascinato i fertilizzanti usati sui vicini campi coltivati nel lago, provocando un processo di eutrofizzazione delle alghe. Con una crescita troppo rapida e repentina, tali alghe avrebbero notevolmente ridotto i livelli di ossigeno in acqua, elemento necessario per la sopravvivenza dei pesci.

3 settembre 2014
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