È allarme in laguna di Orbetello. Dalla notte di venerdì 24 luglio è in corso una moria di pesci che sta mettendo in ginocchio la storica cooperativa dei pescatori. Le cause sarebbero ascrivibili alla mancanza di ossigeno nelle acque, legata al grande caldo, ma anche alla mancanza negli anni, di adeguati interventi strutturali necessari per il ricambio delle acque.

Orate, mazzoni, spigole, cefali ed anguille: sono morti a centinaia in questi giorni. Pier Luigi Piro, presidente della Orbetello pesca lagunare, durante la conferenza stampa tenutasi ieri alle peschiere di Ansedonia per riferire del fatto, ha spiegato:

Allo stato attuale la perdita si aggira intorno alle oltre 200 tonnellate, ma la raccolta del pesce morto prosegue. Una perdita economica intorno ai 15-20 milioni di euro tenendo conto che sono morti anche migliaia di avanotti, che mancheranno alla pesca nei prossimi 15-20 mesi.

Per adesso è stata colpita solo la laguna di Levante, mentre la situazione in quella di Ponente è sotto controllo. Le condizioni per i prossimi giorni però non sono incoraggianti, come ha spiegato Piro:

Stiamo aspettando una nuova giornata di scirocco, dove l’ossigeno andrà sotto la soglia consentita. Speriamo che qualcuno ci aiuti perché adesso siamo soli, in balia di tutto. Abbiamo con quel che rimane poca autonomia anche economica. Fino a settembre poi, senza aiuti, almeno 100 addetti rischiano il posto.

Immediata la risposta del sindaco Monica Paffetti, del vice-sindaco Marcello Stoppa e dell’assessore all’Ambiente Mauro Barbini, che ieri insieme ai tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo e hanno puntato il dito proprio sulla mancata realizzazione negli ultimi 15 anni, in cui la laguna è stata in mano a commissari, di quei canali interni che avrebbero portato ad un ricambio delle acque e avrebbero impedito il manifestarsi di questo problema.

Anche Federica Fratoni, assessore Regionale all’Ambiente, dopo un incontro in Comune ad Ansedonia ha fatto visita ai luoghi incriminati e ha garantito ai pescatori che la Regione Toscana si impegnerà per sostenere questa realtà produttiva in questo difficile momento. Nel frattempo si sta preparando la richiesta per il riconoscimento dello stato di “calamità naturale”.

27 luglio 2015
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