Una misteriosa moria di delfini sta avvenendo lungo le coste dei mari italiani. Sono già 45 gli esemplari scomparsi dallo scorso gennaio, l’ultimo rinvenuto ieri nei pressi di Civitavecchia. Cosa sta succedendo a questi mammiferi marini? Vi è una patologia o qualche sostanza tossica che sta minando alla loro sopravvivenza?

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La media nazionale parla di circa 4 esemplari rinvenuti senza vita l’anno sulle coste del Tirreno, ma nell’ultimo mese sono già 45 i delfini deceduti ed è allarme al Ministero dell’Ambiente. I casi più frequenti si sono verificati sulle coste del Lazio, con rilevamenti sulle spiagge di Sperlonga e Terracina, e pare che le morti possano aver un comune denominatore. Si segnalano delfini spiaggiati anche in Toscana e in generale in tutto il Tirreno.

Sebbene si debbano attendere i dati sulle autopsie e le analisi del sangue, si ipotizza che la moria sia definita da una diffusa infezione batterica, in particolare di photobacterium damselae, responsabile di sindromi emolitiche e ulcere insanabili. Per questa ragione, il Ministero ha già istituito una vera e propria task force per scoprire l’eventuale presenza di virus e batteri disciolti in acqua oppure la crescita di alghe anomale a ridosso con le coste.

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Proprio ieri è stata trovata una piccola cucciola di delfino, probabilmente abbandonata a seguito della scomparsa della madre. Notata dalla Guardia Costiera e dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia, in collaborazione con Pompieri e Guardia di Finanzia si è cercato di riportare l’esemplare in mare, dopo la somministrazione di ansiolitici e antibiotici. Lo shock, e forse anche la presenza di questo misterioso batterio, hanno però condotto il delfino alla morte. L’animale, di un anno d’età, pare avesse terminato da poco lo svezzamento.

21 febbraio 2013
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