Morbo della mucca pazza in Italia: morta una donna trevigiana

Ritorna il sospetto di mucca pazza in Italia. Una donna di 60 anni nel Trevigiano è morta perché contagiata dalla malattia. Due mesi fa la paziente si è ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello, presentando alcuni sintomi caratteristici della patologia.

La signora aveva vuoti di memoria ed era come se in certi momenti fosse completamente assente alla realtà. Gli stessi medici inizialmente avevano pensato che si potesse trattare di una forma di demenza senile. Tuttavia, dopo essere stata ricoverata nel reparto di neurologia dell’ospedale di Treviso, gli esperti si sono resi conto che la donna non era soggetta a una forma comune di demenza, anche perché nel frattempo la paziente lamentava dei dolori molto forti.

Sono stati così eseguiti sulla paziente degli esami più approfonditi, che hanno portato a comprendere come la donna fosse stata colpita dal morbo di Creutzfeldt-Jakob, quello che viene chiamato comunemente “morbo della mucca pazza”.

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La paziente non ce l’ha fatta, perché tutto il suo sistema neurale è collassato. I medici non hanno potuto fare niente per salvarla, anche perché ancora non si dispone di una cura precisa per trattare la patologia. Adesso è stata disposta l’autopsia da eseguire sul corpo della vittima.

Il personale sanitario rassicura ed evita ogni allarmismo: non ci sarebbe nessun rischio di contagio né per i medici che lavorano nell’ospedale trevigiano né per gli altri pazienti ricoverati. Gli esperti rassicurano sul fatto che si tratti di un caso isolato rientrante a pieno titolo fra l’incidenza della malattia a livello mondiale.

La sindrome della mucca pazza comporta una degenerazione a livello cerebrale. Colpisce prevalentemente i bovini, ma la malattia può essere trasmessa anche all’uomo. Per la prima volta è stata diagnosticata nel 1985 in Gran Bretagna. Molto probabilmente a causare la sindrome non è né un virus né un batterio, ma il prione, una particella proteica di carattere infettivo, che si dimostra difficile da neutralizzare.

21 settembre 2018
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