Monitoraggio CO2: l’Italia coordinerà il progetto ICOS

Parte da Roma, presso la sede della FAO, l’avventura del progetto ICOS (Integrated Carbon Obaservation System). Si tratta di un’iniziativa finanziata dalla Commissione Europea che coinvolge complessivamente venti nazioni e che sarà coordinata dall’Italia attraverso l’Università della Tuscia e il Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, con il supporto del Ministero dell’Ambiente.

L’obiettivo del progetto è quello di monitorare in tempo reale il livello di CO2 nell’atmosfera, cercando di calcolare se e quanto le variazioni del suo livello incidano sui cambiamenti climatici registrati negli ultimi anni. Con l’osservazione si potranno valutare anche gli eventi inaspettati, come potrebbe essere ad esempio un’improvvisa siccità.

ICOS si propone di registrare sia il livello di emissioni di anidride carbonica che le conseguenze dell’assorbimento della stessa, fornendo un quadro costantemente aggiornato della situazione. Verranno adottati metodi per la prima volta uniformati, con protocolli comuni per la misurazione che eviteranno il reperimento di dati disomogenei da un gruppo di lavoro all’altro come accaduto finora.


La struttura avrà il suo quartier generale in Finlandia e si baserà inizialmente su una rete di otto stazioni di osservazione dislocate in Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Polonia e Spagna, a cui si aggiunge quella italiana posizionata in una foresta a 10 chilometri da Viterbo. Si prevede inoltre che dal 2012 le stazioni saranno un minimo di 70, per arrivare poi, quando il progetto ICOS entrerà a regime, ad almeno 100.

25 ottobre 2011
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