Ventinove campi di calcio interamente coperti di rifiuti. È questa la superficie che occuperebbero 54 tonnellate di rifiuti, altrimenti destinati alla discarica, utilizzati da Nike per la produzione delle magliette che i calciatori indosseranno ai Mondiali di Calcio 2010 in partenza oggi.

Il totale delle bottiglie in poliestere riciclato al 100% utilizzate per la realizzazione delle maglie ecologiche è di 13 milioni (otto per ogni maglietta), prelevate dalle discariche giapponesi e taiwanesi e poi fuse per la produzione dei filati.

La multinazionale ha calcolato che questo processo consente di risparmiare materie prime, e riduce il consumo di energia fino al 30% rispetto alla produzione di poliestere vergine. Inoltre, a detta di Nike:

se le bottiglie riciclate usate per fare le maglie fossero state messe una in fila all’altra avrebbero coperto oltre 3.000 chilometri, che è più di tutta la costa del Sud Africa

Senza contare l’impatto della sensibilizzazione del grande pubblico, che ai Mondiali di Calcio in Sudafrica avrà occasione di riflettere sull’inquinamento e sul problema dei rifiuti. E a partire dall’esempio della Nike, è possibile che altre aziende comincino ad adottare politiche “green” nelle loro attività produttive.

Sì, riciclare è bello. Ma doveva spiegarcelo proprio una multinazionale?

11 giugno 2010
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