Manca poco più di un mese al fischio d’inizio dei Mondiali 2014 in Brasile e, mentre le nazionali di tutto il mondo si apprestano a sfidarsi l’un l’altra, è già tempo delle polemiche. Sì, perché crescono le preoccupazioni sull’impatto ambientale in Amazzonia, nonostante i dichiarati intenti green.

L’intera organizzazione, FIFA compresa, non si può dire non abbia messo in moto un progetto che sia il meno possibile dannoso sull’ambiente: dai comunicati stampa rilasciati fino a oggi, si apprende come infrastrutture e vie di comunicazioni siano state realizzate facendo dei materiali riciclati un punto di forza, a cui si aggiunge un’orientamento energetico verso le fonti rinnovabili e il recupero dell’acqua piovana. “I Mondiali di Calcio più verdi di sempre”, così sono stati definiti, tuttavia questi sforzi potrebbero non essere sufficienti.

Così come riporta The Nation in un lungo reportage, la posizione geografica della nazione di certo non aiuta. Non solo perché la Foresta Amazzonica è il cuore del Brasile, ma anche poiché vi saranno ingenti spostamenti fra una zona e l’altra del paese, per garantire delle competizioni più affini ai fusi orari del Vecchio Continente. Si stima che solo l’aumento del traffico aereo, sia per portare squadre e tifosi nella nazione che per gli spostamenti interni, produrrà 2.72 milioni di metri cubi di emissioni serra, l’equivalente di 560.000 automobili in viaggio per un anno. La FIFA ha risposto in modo pronto alla questione, incentivando l’utilizzo di biofuel da olio riciclato e tracciando delle speciale tratte aree a basso consumo.

Dei gas, principalmente anidride carbonica e altri inquinanti, che andranno a riflettersi direttamente sulle capacità di assorbimento della Foresta Amazzonica, il polmone verde del mondo responsabile del 25% di tutto l’ossigeno prodotto sulla Terra. E proprio al centro della foresta pluviale, a Manaus sulle rive del Rio Negro, è stato costruita l’Arena Amazônia: quello che è già stato definito lo stadio della discordia. Non solo le squadre di calcio si lamentano per l’afa tipica della zona, che costringerà a giocare con una temperatura media di 38 gradi e il 90% di umidità, ma in molti ne mettono in questione l’utilità.

La città si trova in una posizione delicata, tanto che il trasporto di materiale è avvenuto via mare, con navi mercantili partite dal Portogallo. Costato 325 milioni di dollari, contro i 40 milioni iniziali, il progetto ha incontrato numerosi problemi logistici: le prime fondamenta pare non abbiano retto i colpi del caldo, mentre per sedie e strutture si è reso necessario l’impiego di materiali speciali – non facilmente riciclabili – per evitare si sciogliessero sotto il sole. Il tutto, per giocare poche partite dei Mondiali: la città ospitava già uno stadio, mai riempito più della metà della sua capienza. Cosa ne sarà finita la competizione? A questo si aggiunge anche la necessità di prevedere delle vie di comunicazione adatte al trasporto di grandi quantità di persone, inizialmente assenti e sempre ai danni della foresta. Romario, l’ex calciatore oggi politico, ha definito il progetto senza mezzi termini, come uno “spreco di soldi e di tempo”.

Con i Mondiali quest’anno e le Olimpiadi nel 2016, sale la preoccupazione per uno dei luoghi più preziosi del Pianeta, così come è lecito attendersi. Ai nastri di partenza, però, non resta che attendere per scoprire se le strategie degli organizzatori – vincenti sulla carta – troveranno conferma pratica o se, al contrario, le paure della vigilia si riveleranno fondate.

26 aprile 2014
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I vostri commenti
Giuliano Ceradelli, domenica 27 aprile 2014 alle21:50 ha scritto: rispondi »

E le annuali (a volte 2 volte l'anno) riunioni dei rappresentanti e delegati di 193 nazioni del mondo alle carnevalate del clima in luoghi esotici e non del pianeta, dette COP (ne abbiamo contate 18 mi pare, ma potrei sbagliarmi per difetto) dell'IPCC con codazzo di giornalisti, attivisti, simpatizzanti che comportano massivi spostamenti aerei da tutte le zone del mondo, sale conferenze attrezzate di mezzi multimediali, lussuose e illuminate cene conviviali, ecc ? In quel caso nessuna preoccupazione per la CO2 generata! L'ideologia è una brutta bestia....

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