Gesto caritatevole quello di un monaco buddista che vive presto il tempio Bao’en, nella periferia di Shanghai in Cina. Zhi Xian offre ospitalità a circa 100 esemplari tra cani e gatti. Come sostiene lo stesso Xian la possibilità di cibo è limitata, a volte scarsa, ma gli animali possono contare su un riparo costante dal freddo e molto amore. Forse non è il posto più adatto, come sottolinea lo stesso monaco, ma molti di questi animali arrivano da condizioni estreme e di incredibile indigenza. Abituati a vivere con poco o nulla, spesso malati, hanno trovato nella figura dell’uomo una fonte di protezione.

Devastato dalla visione quotidiana di tanta povertà e sofferenza, il monaco ha deciso di aprire le porte del luogo sacro, accogliendo così queste anime senza casa. Cani e gatti che tra le mure del tempio possono vivere protetti, magari senza i lussi che una casa potrebbe garantire loro. Ma sicuramente amati e con la possibilità di abbandonare una vita difficile, povera, senza cibo e sempre a rischio cattura e morte. In Cina gli animali sono da anni al centro di una contesta complicata, in particolare i cani molto amati nelle zone rurali per la loro carne. Il commercio legato ai furti di questi esemplari dalle abitazioni, oppure sottratti dalle strade, è tristemente molto fiorente.

In tanti vengono rinchiusi e stipati in gabbie fatiscenti e trasportati in macellerie di periferia, spesso illegali, dove trovano la morte in modo cruento e sofferente. Nonostante la sensibilità nazionale stia cambiando, con un numero sempre più alto di persone contrarie a questa pratica, quindi ai festival dedicati alla preparazione della carne di cane, la problematica è ancora purtroppo viva e molto presente. Rimangono impressi i gesti come quelli del monaco Xian che, nonostante le poche disponibilità economiche, riesce a proteggere un centinaio di animali dal mondo brulicante e spesso aggressivo che viver fuori dalle mura del tempio.

7 dicembre 2015
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