Secondo molti studi aumentano costantemente le specie in grado di provare dolore nel momento della morte e della separazione, vivendo quindi la fase del lutto. Sembrava una caratteristica di pochi esemplari, invece il regno animale conferma una volta di più l’incredibile intelligenza dei suoi abitanti. Gli animali sono esseri sociali in grado di provare sentimenti, tra questi il dolore della morte di un loro congiunto o amico. Esattamente come accade per l’uomo, la fase del lutto occupa uno spazio importante nella loro esistenza. Dalle giraffe agli scimpanzé, dagli elefanti ai mammiferi marini come i cetacei, il dolore della morte è vissuto con intensità. Questo confermerebbe e risponderebbe al quesito che attanaglia gli studiosi: gli animali provano emozioni?

Melissa Reggente, biologa dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha concentrato i suoi sforzi e le sue energie sul comportamento degli animali marini. I cetacei e i delfini sarebbero in grado di assumere atteggiamenti tipici del lutto: le sette specie osservate avrebbero dimostrato una forte difficoltà a separarsi dal defunto accompagnando per giorni il corpo attraverso i mari. Un momento importante dedicato alla veglia, al pianto, che risulterebbe pericoloso per l’animale sopravvissuto perché riluttante a cibarsi, a frequentare i suoi simili e quindi molto vulnerabile.

Un esempio molto toccante è il comportamento delle orche, che possono vivere anche tutta l’esistenza fianco a fianco, in particolare madre e figlio. La morte dei piccoli è un dolore tremendo per le femmine della specie, queste vengono spesso avvistate mentre trasportano delicatamente in bocca il corpo del cucciolo cercando di scuoterlo con le pinne. Barbara King, professoressa emerita di antropologia alla William & Mary di Williamsburg e autrice del libro “How Animals Grieve”, sostiene:

[…] È innegabile che possiamo comprendere qualcosa del loro lutto nell’energia che investono per trasportare dei piccoli morti o per mantenerli a galla, per toccare più volte il loro corpo, per nuotare in una sorta di falange sociale in modo da circondare l’individuo più colpito dal lutto.

22 luglio 2016
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