Le modalità di recupero, smaltimento e riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita preoccupano le associazioni settoriali, che sul tema vorrebbero un maggiore confronto con il Gestore dei Servizi Energetici. Le direttive in vigore prevedono che i titolari di impianti domestici con una potenza inferiore ai 10 kWP possano conferire gratuitamente i pannelli nei centri di raccolta.

I moduli provenienti da impianti professionali con una potenza uguale o superiore ai 10 kWP vanno invece conferiti presso gli impianti di trattamento iscritti al Centro di Coordinamento RAEE. In alternativa il soggetto responsabile può affidare l’intera operazione al GSE, che si riserva di addebitare ulteriori costi al produttore in caso le somme trattenute non dovessero rivelarsi sufficienti.

A preoccupare gli operatori è proprio l’anticipo dei costi dello smaltimento dei moduli richiesto dal GSE. La normativa in vigore approvata con il Dl n. 49 del 14 marzo 2014 prevede che le somme necessarie a coprire i costi di smaltimento vengano trattenute direttamente dagli incentivi erogati dal GSE. I proprietari di impianti fotovoltaici entrati in esercizio entro il 30 giugno 2012 vedranno scalarsi le quote a partire dall’undicesimo anno e fino alle fine del periodo di incentivazione.

Le trattenute ammontano a 12 euro per modulo per i RAEE fotovoltaici domestici e a 10 euro per modulo per i RAEE fotovoltaici professionali. Stefano Notarnicola in uno speciale pubblicato sul portale QualEnergia ha stimato gli effetti della normativa sui produttori fotovoltaici. Un proprietario di un impianto fotovoltaico professionale da 1 MWP composto da 5 mila moduli pagherà un costo di smaltimento pari a 50 €/kWP. La somma trattenuta dal primo contributo erogato nel corso dell’undicesimo anno di incentivazione ammonta a ben 9 mila euro. Solo per gli impianti del I Conto Energia le somme trattenute dal GSE saranno di oltre 7 milioni di euro.

Un titolare di un impianto fotovoltaico residenziale da 3 kWP composto da 16 pannelli vedrà decurtarsi 180 euro una tantum al 15° anno di incentivazione. Secondo l’esperto queste trattenute, sommate alle richieste di restituzione dell’adeguamento ISTAT avanzate dal GSE metteranno in difficoltà molti produttori.

Il GSE si è impegnato a restituire le somme trattenute per lo smaltimento una volta accertato il corretto espletamento della procedura. Ciononostante non ci sono garanzie che l’intero importo tra dieci anni ritornerà nelle casse dei produttori senza ulteriori aggravi burocratici.

Secondo Notarnicola il processo poteva essere semplificato consentendo l’iscrizione al SISTRI ai responsabili dello smaltimento dei moduli fotovoltaici. Purtroppo il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali non è ancora decollato. A far discutere è anche l’impossibilità di impedire la decurtazione dei costi di smaltimento. I soggetti responsabili che attestino di aver aderito a un consorzio vedranno comunque scalarsi le quote dal GSE.

4 febbraio 2016
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