Moduli fotovoltaici 3D: il MIT studia il solare super efficiente

Il MIT rende note le proprie ricerche sul solare 3D. Il prestigioso istituto statunitense avrebbe messo a punto una nuova struttura di celle solari in grado di aumentare in maniera sensibile l’efficienza del fotovoltaico. Secondo quanto pubblicato dai ricercatori USA, la tecnologia messa a punto garantirebbe un aumento di produzione delle celle fotovoltaiche anche di 20 volte il normale.

L’innovazione proposta dal MIT potrebbe rappresentare una vera e propria svolta nella ricerca sull’efficienza del settore fotovoltaico. La particolare conformazione delle strutture realizzate risulterebbe perfettamente integrabili con l’edilizia urbana, quindi in grado non soltanto di produrre grandi quantità di energia, ma anche di permettere un notevole risparmio di spazio rispetto ai classici pannelli solari “piatti”.

Appena pochi giorni fa un altro esempio aveva imposto alle cronache le potenzialità di strutture definite come “solare 3D”: a proporlo un’azienda che dall’innovativa tecnologia aveva mutuato il nome, la Solar3D. Intuizioni che in fondo hanno una radice comune piuttosto fuori dall’ordinario: la sequenza di Fibonacci e un adolescente di 13 anni con la passione per la scienza di nome Adiean Dywer. Il giovane ha analizzato come la serie numerica si riproducesse nello sviluppo dei rami degli alberi, riproducendola poi nella realizzazione di un albero costituito da celle fotovoltaiche e constatando l’aumento di efficienza rispetto ad una struttura lineare.


Il MIT ha implementato questo studio primitivo ed ha realizzato due tipologie di strutture in grado di sfruttare con diverse incidenze l’energia contenuta nei raggi solari: una di forma cubica con un incavo e una somigliante ad una fisarmonica. Mentre la prima sembrerebbe più complicata da riprodurre in termini industriali, la seconda permetterebbe al contrario un rapido sviluppo a prezzi contenuti.

Queste nuove soluzioni risulterebbero particolarmente indicate per quelle zone spesso soggette a fenomeni di nuvolosità diffusa o posizionate a latitudini più alte. Nel prossimo futuro potremmo quindi assistere ad un’integrazione nelle stesse pareti degli edifici o l’allestimento di vere e proprie torri energetiche in parcheggi o tratti autostradali.

28 marzo 2012
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I vostri commenti
Marco Rizzo, domenica 1 aprile 2012 alle18:06 ha scritto: rispondi »

Scusate, desidererei un chiarimento. Probabilmente ho interpretato male il testo. "Secondo quanto pubblicato dai ricercatori USA, la tecnologia messa a punto garantirebbe un aumento di produzione delle celle fotovoltaiche anche di 20 volte il normale" per me significa che a parità di superficie si ha una produzione di energia  venti volte superiore.... è impossibile o sbaglio? (considerando l'efficienza dei pannelli piani). Grazie

lui la plume, giovedì 29 marzo 2012 alle20:54 ha scritto: rispondi »

Qualche anno fa' scrivevo .... ora la produzione a mq e' bassa .... me se facciamo un salto in avanti la produzione sara' di almeno 1 kw per mq.  Ci siamo?

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