Il settore della moda è ancora abbastanza refrattario ai cambiamenti verso una direzione più sostenibile. Negli ultimi anni però molto ha fatto l’opinione pubblica, soprattutto spingendo alla riduzione delle sostanze inquinanti, dannose per l’uomo e per l’ambiente. Uno dei grossi problemi che coinvolge il settore è anche quello degli sprechi e per intervenire su questo aspetto è stato ideato, dalla H&M Foundation, il Global Change Award, che quest’anno è alla sua seconda edizione.

Scopo del Global Change Award è quello di dare spazio alle innovazioni che possono trasformare il mondo della moda in un settore più sostenibile e circolare. Come l’anno scorso saranno scelti 5 progetti che saranno votati on line dal sito www.globalchangeaward.com e alla fine condivideranno un premio di 1 milione di euro.

L’anno scorso sono state 2.700 le idee sottoposte alla giuria, provenienti da 112 Paesi. La prima fase del concorso inizia oggi e andrà avanti fino al 31 ottobre. In questo lasso di tempo sarà possibile presentare i propri progetti; dal 1 novembre 2016 al 26 marzo 2017 un panel di esperti sceglierà quali saranno i 5 vincitori e sarà poi il pubblico, votando on line fino al 2 aprile 2017, a decidere come il premio verrà distribuito.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 5 aprile 2017 e da questo momento, per un anno, i vincitori avranno anche la possibilità di avere accesso ad un acceleratore di innovazione: si tratta di un servizio di consulenza organizzato e offerto dalla H&M Foundation, in collaborazione con Accenture, multinazionale di consulenza per aziende, e del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma. Le categorie sulle quali i creativi di tutto il mondo dovranno mettersi all’opera sono 3:

  • Circular Business Models – ovvero idee per ridurre gli sprechi e quindi riutilizzare, riparare, condividere e prolungare la vita dei prodotti. Una delle possibilità contempla anche la valorizzazione di fasi produttive fino a qui sottoutilizzate.
  • Circular Materials – per la creazione di nuovi materiali, nuove fibre, per esempio da riciclo o che introducano l’applicazione dell’ingegneria per raggiungere alti livelli di tecnologia.
  • Circular processes – nuove tecnologie e sistemi per rivoluzionare i processi attualmente utilizzati, per esempio relativamente ai prodotti chimici usati, ad acqua e tintura, così come l’introduzione della produzione localizzata o della stampa 3D.

Tutti i progetti che arriveranno sul podio potranno poi svilupparsi in totale autonomia, H&M e la H&M Foundation non saranno in alcun modo titolari dei diritti patrimoniali o della proprietà intellettuale relativa alle innovazioni sostenute. In tal modo questi progetti avranno modo di svilupparsi nelle migliori condizioni, creando una rete fondamentale per dare il via ad un sistema in grado di sostituire in maniera efficace quello precedente.

Lo afferma anche Dame Ellen MacArthur, fondatrice e presidente della Ellen MacArthur Foundation, nonché nuovo membro della giuria:

Creando un network di innovatori per sviluppare soluzioni positive, il Global Change Award rappresenta un grande esempio di approccio necessario a spostare l’industria della moda verso un’economia circolare, rinnovabile e sostenibile.

Assieme a lei quest’anno ci saranno anche Amber Valletta, Ellis Rubinstein, Rebecca Earley, Franca Sozzani, David Roberts, Lewis Perkins, Vikram Widge e Johan Kuylenstierna, a presiedere la giuria. Karl-Johan Persson, membro del consiglio della H&M Foundation e amministratore delegato di H&M, non contiene il proprio entusiasmo:

Dopo aver visto così tante straordinarie innovazioni, provenienti da tutto il mondo, con il potenziale per trasformare l’industria della moda, eravamo davvero impazienti di lanciare la seconda edizione del Global Change Award.

2 settembre 2016
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