Il Tribunale di Roma autorizza Uber a riprendere il proprio servizio. Almeno in via temporanea, finché lo stesso tribunale non arriverà a una sentenza definitiva in merito alle accuse di concorrenza sleale avanzate dai tassisti. Si ripartirà il 17 aprile, mentre la prima udienza è stata fissata per il 5 maggio 2017.

Accolta dal Tribunale di Roma l’istanza presentata da Uber l’11 aprile, quando la stessa azienda ha richiesto la sospensione del blocco ai propri servizi fino alla pronuncia dei giudici. Una decisione accolta con prevedibile soddisfazione dalla società di trasporti, che ha sottolineato in una nota:

Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare ad utilizzare l’applicazione fino alla pronuncia del Tribunale sul nostro reclamo.

Alla base dell’appello, aveva sostenuto la Uber in una precedente dichiarazione, il mancato allineamento della sentenza alle più recenti indicazioni europee in materia di trasporti e non solo:

Crediamo che questa ordinanza vada in direzione opposta rispetto alle linee guida europee in materia di apertura al mercato dei trasporti e al più recente Milleproroghe, che ha ribadito la non vigenza del rientro in rimessa per gli NCC.

Questione tutt’altro che risolva tuttavia, in considerazione del fatto che tale sospensione potrebbe essere tradotta poi in un nulla di fatto qualora il Tribunale di Roma si pronunciasse contro Uber.

A rendere piuttosto incerta la conclusione di tale iter processuale la sempre più variegata natura del “mondo Uber”, composto da: “Uber Pop” (car sharing fatto da autisti non professionisti, vietato dal 2015); “Uber Black“, (un vero e proprio servizio NCC svolto da autisti professionisti) e attivo solo a Milano e Roma; “Uber Eats“, per la consegna di generi alimentari e attivo solo a Milano.

14 aprile 2017
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