Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama lancia una nuova pesante offensiva contro le fonti fossili. Giovedì scorso l’amministrazione Obama ha proposto l’istituzione di una tassa sul petrolio volta a finanziare programmi per la mobilità sostenibile.

La tassa ammonterebbe a 10 dollari per barile di petrolio, pari a 25 centesimi di dollari per gallone (l’equivalente di 6 centesimi di euro al litro). La tassa si applicherebbe soltanto al greggio importato. Una scelta volta a tutelare l’industria petrolifera americana, evitando di tassare il petrolio estratto negli Stati Uniti consumato nel Paese o esportato all’estero. Il tributo dovrebbe essere versato direttamente dalle compagnie energetiche. La Casa Bianca non ha ancora chiarito in quale fase della filiera verrà inserita la tassazione.

Sul fronte del petrolio gli Stati Uniti sono ben lontani dall’autosufficienza, anche se le importazioni sono in calo. Il Paese oggi importa 7,4 milioni di barili di petrolio al giorno a fronte dei 10 milioni registrati nel 2005. Il greggio estratto nel Paese ammonta a 9,3 milioni di barili al giorno. Il petrolio esportato a novembre 2015 si è attestato sui 320 mila barili al giorno.

La notizia di una tassa sul petrolio ha suscitato l’immediata reazione dell’industria petrolifera, già provata dal crollo dei prezzi del greggio. Secondo gli esperti la proposta di Obama non avrà vita facile al Congresso, controllato dai Repubblicani. Il provvedimento ha poche possibilità di essere approvato e potrebbe pesare indirettamente sui ceti più svantaggiati.

L’amministrazione Obama sembra determinata a procedere. I fondi raccolti con la tassa sul petrolio, stimati in 300 miliardi di dollari all’anno, verrebbero destinati all’ammodernamento del sistema di trasporti del Paese finanziando tecnologie pulite e veicoli ecologici. Ai trasporti pubblici verrebbero destinati 20 miliardi di dollari all’anno.

Jeffrey Zients, consigliere economico di Obama, ha spiegato che le infrastrutture americane sono inadeguate a sostenere l’impatto dei cambiamenti climatici. Il sistema dei trasporti è ancora troppo dipendente dai fossili.

La nuova tassa permetterebbe di ottenere un duplice risultato: ridurre la dipendenza degli USA dall’importazione di petrolio; accelerare la diffusione delle energie rinnovabili. Zients ammette che la tassa potrebbe penalizzare i cittadini meno abbienti, qualora le compagnie petrolifere decidessero di rivalersi sui consumatori. Ciononostante anche lasciare lo scenario energetico e il sistema dei trasporti inalterati ha costi economici e sanitari elevati per la collettività.

8 febbraio 2016
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Fonte:
CNN
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