Un gusto stilistico che appartiene al passato arricchiva il corpo vettura delle station wagon con listelli di legno (spesso si trattava di masonite). Adesso il legno per l’esterno degli autoveicoli è tornato, ma questa volta non si tratta di particolarità estetiche, quanto della riduzione di peso del veicolo grazie all’impiego di materiali rinnovabili.

Un gruppo di ricercatori svedesi ha recentemente messo a punto uno studio, frutto di un programma di sviluppo attuato dal KTH Royal Institute di Stoccolma, l’Istituto di ricerca Innventia e Swerea, gruppo di studio rivolto allo sviluppo tecnologico sostenibile, relativo alla prima auto al mondo dotata di tetto e batterie realizzati con l’utilizzo di un materiale composito di fibra di carbonio a base di legno.

Il prototipo è stato realizzato finora “in scala”; l’obiettivo è rivolto alle possibili nuove destinazioni d’uso dei materiali naturali. L’”ingrediente–base” è la lignina, polimero organico che si trova principalmente nella parete cellulare di alcune cellule vegetali, che per quantità rappresenta il secondo biopolimero sintetizzato dopo la cellulosa.

Göran Lindbergh, docente di ingegneria chimica presso il KTH Royal Institute, spiega che l’impiego della lignina come materiale per gli elettrodi è il risultato di ricerche precedenti: le batterie a base di lignina possono essere prodotte da materie prime rinnovabili (in questo caso, il sottoprodotto della produzione di pasta di carta). Lindbergh spiega che la fibra di carbonio a base di lignina rappresenta un passo in avanti per il futuro dell’auto elettrica: il suo impiego nei componenti del corpo vettura garantirebbe un peso globale inferiore del veicolo, a tutto vantaggio dell’autonomia.

Per la lignina potrebbe aprirsi dunque un nuovo impiego industriale, oltre al “tradizionale” uso come legname da riscaldamento derivato dal suo notevole potere calorifico.

Nei mesi scorsi, grazie alla messa a punto di un nuovo catalizzatore a base di complessi iridio hydroxycyclopentanone, una équipe di ricercatori dell’Università di Tokyo aveva potuto deossigenare gli areni (gli idrocarburi aromatici contenenti l’anello benzenico): in questo modo la lignina potrebbe diventare una materia prima per composti chimici aromatici di base come il benzene, il toluene, lo xilene e il fenolo, e costituire un valido sostituto del petrolio nella produzione di sostanze fondamentali per il comparto chimico.

11 febbraio 2016
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