Mobilità a Roma, stop ai veicoli euro 1 dal 1 novembre

Roma dal 1 novembre dirà addio ai veicoli euro 1. All’interno della zona delimitata dall’anello ferroviario non sarà più possibile circolare con i mezzi più inquinanti. Nel provvedimento rientreranno sia automobili, con alcune differenze tra benzina e diesel, che ciclomotori e motocicli. Ad essere interessati dal provvedimento saranno, secondo le stime ACI, poco meno di 265 mila veicoli.

Divieto di transito all’interno dell’anello ferroviario di Roma che riguarderà nello specifico ciclomotori e motocicli euro 1, automobili a benzina euro 1 e a diesel euro 2. Il provvedimento sulla mobilità sarà in vigore dal lunedì al venerdì ad eccezione dei giorni festivi, il che ne renderà di fatto l’avvio posticipato a venerdì 2 novembre. Deroga di un anno prevista per i residenti all’interno della zona interessata dal blocco.

Il Campidoglio conferma un ulteriore giro di vite nei confronti dei mezzi di trasporto più “datati”. Lo smog nella città di Roma ha raggiunto negli ultimi anni livelli record, tanto da metterne in serio rischio il patrimonio artistico e monumentale.

Le scelte per i proprietari saranno due: rottamare il proprio veicolo per un nuovo mezzo o riconvertirlo predisponendolo per l’utilizzo ad esempio del GPL. Le alternative per i trasgressori si presentano ben poco allettanti. Multe da 155 euro che in caso di recidiva (entro i due anni dalla precedente sanzione) subiranno la pena accessoria consistente nel ritiro della patente di guida per un periodo compreso tra i 15 e i 30 giorni.

Al contrario da parte del Comune di Roma Capitale agevolazioni arriveranno per chi deciderà di rottamare il proprio mezzo. Contattando il numero 060606 verrà indicato il punto di rottamazione più vicino: il costo sarà di 36,88 euro presentando il certificato di proprietà, di 51,30 euro esibendo altri documenti.

29 ottobre 2012
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Leonardo Libero, lunedì 29 ottobre 2012 alle23:44 ha scritto: rispondi »

La rottamazione di un qualunque prodotto industriale prima che il suo "costo energetico" sia stato del tutto o in gran parte ammortizzato - per esempio quella di un'auto che ha percorso, mettiamo, 100.000 chilometri, ma è stata concepita e costruita per percorrerne senza particolari problemi più del doppio - è una grossa sciocchezza proprio sotto l'aspetto ambientale e chi la propone, o peggio l'impone, è un palese ignorante in materia di energia. La quale, in tutto il mondo, è ancora prodotta in grande prevalenza da fonti inquinanti o comunque generatrici di CO2(carbone, petrolio, gas). Quell'operazione, generalmente decisa "per fare bella figura" o peggio "perchè bisogna pure far qualcosa" (sempre che non sia per fare un favore all'industria dell'auto), MA CHE NON è AFFATTO IMPOSTA DA NORME EUROPEE, come spesso invece si lascia intendere, comporta infatti: a)- lo spreco di metà o più del "costo energetico" della vecchia auto (cioè fra i 10.000 e i 15.000 kWh; che è come dire fra 3 e 5 volte i consumi elettrici ANNUI di una famiglia media italiana); b)- l'anticipata spesa del "costo energetico" dell'auto sostitutiva (cioè fra i 15.000 e i 30.000 kWh; c)- l'anticipata spesa del costo della rottamazione, che pure ne ha uno, non trascurabile. La conseguenza è l'immissione in atmosfera di gas tossici o climalteranti (CO2) in misura enormemente maggiore della differenza fra le emissioni della vecchia auto e quelle della nuova. Quanto poi al particolato, gli amministratori comunali che impongono quelle rottamazioni evidentemente non sanno - o fingono di non sapere - che una grossa parte di quello in sospensione nell'aria delle città non viene dai motori delle auto - non direttamente almeno - ma dalle loro ruote, che lo sollevano da terra; e che quindi un provvedimento davvero efficace per farlo diminuire sarebbe il lavare petriodicamente le strade, cosa che nessun comune italiano, che io sappia, fa. Leonardo Libero 

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