Cambiare l’arredamento di casa non è mai stato così ecologico e trendy. Non c’è più bisogno di tagliare quintali di alberi per costruire un armadio di pregiatissimo design: oggi anche i mobili si riciclano e nascono dai prodotti più impensabili, come gli scarti di pomodoro, i jeans o l’automobile.

È l’idea innovativa di Springtime, società di Amsterdam, con la sua speciale linea Re:composed: mobili creati a partire da ciò che altri considerano immondizia. Così un tavolo può nascere da un’automobile destinata alla demolizione, un vassoio da una pianta da frutto rifiutata dagli agricoltori perché poco produttiva e una poltrona da un paio di jeans.

Non si tratta di un semplice processo di riciclo, ad esempio utilizzando un abito per farne stoffa per ricoprire pezzi d’arredamento, bensì di un procedimento a metà tra il compostaggio e l’ingegneria industriale per combinare schiume, sabbia, metalli e stoffa così da creare nuovi e inediti materiali.

Dalle automobili si traggono le parti in latta e alluminio, dal settore tessile materiali grezzi come il jeans e, infine, dall’agricoltura si prendono in prestito tutti quei prodotti non più idonei per generare frutti, come le piante ormai diventate vecchie e sradicate per far spazio a coltivazioni più giovani. Opportunamente trattati con una speciale bioresina, questi scarti diventano un materiale particolarmente solido ma altrettanto malleabile, destinato a durare intatto per moltissimi anni.

Non è però tutto. Uno dei limiti più grandi dell’arredamento ecologico è spesso stato un design meno curato rispetto ai concorrenti classici, sia perché si utilizzano materiali grezzi e sia perché i processi di verniciatura vengono ridotti al minimo, perché altamente inquinanti. Spesso si ha quindi la sensazione del “non finito”, del povero. Le proposte di Springtime superano anche questo ostacolo: i mobili ecologici sono finemente curati in ogni dettaglio, bellissimi da vedere, altamente in linea con i cataloghi dei big del settore. Il tutto, però, senza danneggiare l’ambiente.

3 giugno 2012
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