Mitt Romney, scivolone sul cambiamento climatico

L’uragano Sandy ha portato negli USA una fitta tempesta anche in ambito politico. E a finire sommerso dall’acquazzone delle polemiche è Mitt Romney, il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti per i repubblicani, da sempre negazionista sugli effetti del surriscaldamento globale e del cambiamento climatico. Le conseguenze di Sandy hanno sollevato le proteste dell’opinione pubblica e dei media, uniti nel puntare il dito contro un Romney fin troppo disattento alle istanze dell’ambiente.

Gli esperti di meteorologia – dal National Weather Service al Capital Weather, passando alla National Oceanographic and Atmospheric Administration – non hanno alcun dubbio: sebbene la possibilità di un uragano non sia improbabile data la posizione geografica degli Stati Uniti, la furia di Sandy si è fatta ben più gravosa a causa delle attività inquinanti dell’uomo. Così come il ricercatore Jeff Masters ha sottolineato, le temperature degli oceani sono attualmente di oltre un grado sopra la media del periodo: l’evaporazione è aumentata, di conseguenza, sovraccaricando di precipitazioni le nuvole. Insomma, l’uragano – salvo smentite dell’ultima ora – sarebbe un effetto diretto del surriscaldamento globale.

Una doccia fredda per Romney, da sempre poco convinto dei reali effetti dell’innalzamento delle temperature e delle attività inquinanti dell’uomo, fatto ribadito con l’intenzione di intensificare l’estrazione dei combustibili fossili ancora presenti nel sottosuolo a stelle e strisce. “Non è economicamente vantaggioso” investire denaro sul global warming, dice il candidato, e le teorie sul cambiamento climatico “sono risibili”. Dichiarazioni che han generato la risposta secca del democratico Bill Clinton, il quale ha bollato la politica ambientale di Romney come “qualcosa su cui davvero ridere”. Non manca nemmeno la reazione di un ecologista attento come Al Gore, convinto che Sandy dimostri come non si possa più sprecare tempo nella gestione della crisi ambientale, perché l’uragano sarebbe solo un antipasto di quel che ci attende in futuro.

A pochissimi giorni dalle elezioni, un passo falso simile potrebbe costare caro al repubblicano, soprattutto perché la sfida con Barack Obama si gioca davvero sul filo del rasoio di un mucchio di voti. Le accuse, e le immagini della devastazione di Sandy, convinceranno Romney a un passo indietro sul cambiamento climatico?

, The Guardian

3 novembre 2012
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