Arriva dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) un monito non certo incoraggiante, relativo al futuro del nostro pianeta nel lungo periodo.

Lo stesso ente che nel 2003 predisse un aumento della temperatura terrestre di 4°C entro il 2100, ha rivisto ora quella che già era una stima tutt’altro che ottimistica, portandola a ben 9°C.

I risultati della ricerca, condotta sfruttando complessi modelli fisici e matematici dati in pasto ai supercalcolatori del MIT, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista mensile Journal of Climate.

Il motivo per cui, rispetto a sei anni fa la previsione sul global warming sia così cambiata, sarebbe da ricercare in alcuni fattori allora non previsti che hanno fatto il loro ingresso nei giochi, come i nuovi modelli economici e i dati di recente raccolti su ambiente e specie animali.

Secondo Ronald Prinn, uno dei responsabili della ricerca, la sfida più grande che l’umanità si troverà ad affrontare nel prossimo periodo, è quella che la vedrà costretta a cambiare radicalmente le proprie abitudini e gli stili di vita abituali, pena una sempre più folle corsa verso conseguenze catastrofiche.

Anche i governi dovranno prestare più attenzione alle politiche ambientali, dando voce a scienziati ed esperti del settore al fine di attivare concretamente contromisure utili ad invertire la tendenza autodistruttiva instaurata negli ultimi decenni.

21 maggio 2009
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