Una misteriosa medusa viola appare sulle spiagge dell’Australia e lascia gli scienziati particolarmente confusi: si fatica a ricostruirne l’origine, così ad assegnarla a una delle specie già esistenti. Si tratta di una nuovo abitante delle acque dell’oceano? È indice dell’aumento delle attività dei mari, forse causate dai cambiamenti climatici?

Il tutto è successo la scorsa settimana, quando alcuni gaurdaspiaggia di Coolum Beach, nel Queensland, hanno rinvenuto una medusa dai colori fortemente violacei arenata sulla sabbia. Dai tentacoli fini e lunghi quasi un metro, l’animale non è stato riconosciuto dagli esperti, i quali ipotizzano si tratti di una nuova specie. Ma questo esemplare non sarebbe il primo in assoluto a essere rilevato, pare che avvistamenti simili siano stati segnalati sin dal 2008.

A provare a dare una spiegazione ci pensa Lisa Gershwin, ricercatrice presso il CSIRO Marine and Atmospheric Research Centre, una delle agenzie australiane più importanti per lo studio della fauna e della flora marina. A seguito della notizia sul ritrovamento della medusa viola, battuta velocemente dai media locali e dagli utenti sui social network, la ricercatrice avrebbe raccolto altre 10 segnalazioni, la più vecchia risalente a 6 anni fa. Dati i lunghi tentacoli, si ipotizza si tratti di un esemplare appartenente alla famiglia delle Thysanostoma, sebbene in Australia queste meduse siano solitamente bianche o beige. Ma se così fosse, non è da escludersi che l’animale sia in realtà originario del Mar Rosso – dove colorazioni così intense non sono anomale – e abbia addirittura solcato gli oceani fino ad arrivare dall’altra parte del mondo, giungendo in Australia dopo aver attraversato la Malesia e le Filippine.

Grazie a una lettrice inglese appassionata di questi splendidi – e spesso pericolosi – animali marini, i ricercatori sono riusciti a scovare dei simili avvistamenti nella lettura scientifica tedesca del diciannovesimo secolo, in merito ad alcune spedizioni condotte nelle Filippine. Stando a quanto descritto, le meduse del passato e quella viola sarebbero identiche nelle forme, sebbene la singolare tinta non trovi però una corrispondenza. Di conseguenza, non solo è possibile si tratti di una mutazione delle Thysanostoma, ma addirittura di una nuova specie. In questo caso, l’esistenza di queste meduse sottolineerebbe un picco nell’attività di riproduzione, forse dovuto ai cambiamenti climatici e a un lieve aumento delle temperature delle acque. Al momento, però, si tratta di ipotesi non ancora verificate, servirà quindi del tempo per arrivare alla piena risoluzione di quel che oggi appare come un vero e proprio mistero.

27 maggio 2014
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