È rimasto per giorni senza un nome, finché la scansione del microchip non ne ha rivelato l’incredibile storia. È quanto accaduto a un gatto australiano, rinvenuto nei dintorni di Brisbane, la cui registrazione risalirebbe però in Nuova Zelanda. E non è tutto, poiché il legittimo proprietario, tanto per aggiungere dettagli a un viaggio misterioso, vivrebbe stabilmente a Hong Kong. Al momento, non è dato sapere nei dettagli come il felino abbia potuto compiere un viaggio di almeno 2.500 chilometri e, nell’impossibilità di riconsegnarlo al proprietario originario, verrà probabilmente dato in adozione.

Toffee, un simpatico gatto dal manto rosso, è stato rinvenuto a Yeronga, nei pressi di Brisbane, da un gruppo di studenti che hanno deciso di portarlo in salvo. Magro e affetto dalle pulci, dopo le prime cure del caso l’animale è stato affidato temporaneamente a Eloise Thorpe, la quale ha cominciato un lungo percorso per rintracciarne i proprietari, senza però immaginare come la vicenda avrebbe avuto dei risvolti internazionali.

Durante le visite veterinarie, i medici hanno scoperto come il gatto fosse dotato di microchip. Un fatto inizialmente confortante, perché questo insostituibile strumento permette di ricongiungere rapidamente gatti scomparsi con le loro legittime famiglie. Non in questo caso, però, poiché si è scoperto che il quadrupede – di 12 anni d’età – sia stato registrato in quel di Tauranga, in Nuova Zelanda, a circa 2.500 chilometri dal ritrovamento. È partita quindi la ricerca del proprietario, senza però successo sul suolo neozelandese: si è quindi ipotizzato che, in passato, la famiglia potesse essersi trasferita dalla Nuova Zelanda all’Australia, quindi che il gatto si sia a un certo punto smarrito.

Non avendo successo tramite l’anagrafe felina, la donna ha deciso di approfittare dei social network. E così si è scoperto come la proprietaria viva, in realtà, a Hong Kong. Stando alle ricostruzioni, il gatto sarebbe stato affidato a dei conoscenti in quel di Brisbane prima del trasferimento a Hong Kong e, nel frattempo, sarebbe fuggito di casa diventando un randagio.

Nell’impossibilità di ricongiungere Toffee con la famiglia originaria – data la storia sconosciuta, difficilmente il felino potrebbe superare il periodo di quarantena previsto dalle autorità aeroportuali, anche in assenza di una documentata situazione clinica negli anni – è molto probabile l’animale venga reso adottabile.

12 ottobre 2015
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