È uno dei frutti di bosco più apprezzati, nonché fra i più utilizzati per la preparazione di gustosi dolci: il mirtillo è di certo un evergreen della cucina mediterranea. Ma come coltivarlo in vaso o in orto, portando così un angolo di fresco bosco anche a casa propria?

Si tratti di una torta campagnola oppure di una gustosissima marmellata, il mirtillo è uno dei quei frutti che non può mancare sulla tavola, dalla primavera al tardo autunno. Della pianta esistono però moltissime varietà: per questo motivo, prima di cominciare con la coltivazione, è bene chiedere qualche informazione al proprio fornitore di fiducia, per accertarsi sulla specie più idonea da accudire anche in relazione alla propria zona di residenza, alle temperature medie e alla frequenza dei fenomeni atmosferici.

Cosa sapere prima di coltivare il mirtillo

Il Vaccinium è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Ericacee, note soprattutto per i frutti violacei, blu e neri, utilizzati per l’alimentazione. Tutte le più disparate specie – tra cui il mirtillo nero Vaccinium myrtillus e quello nordamericano Vaccinium corymbosum – si caratterizzano per piante arbustive, di altezza variabile tra i 20 e i 60 centimetri, con foglie ovali. La pianta produce un fiore singolare, con i petali saldati alle due estremità, per una forma quasi a palloncino. I frutti sono invece delle bacche bluastre, la cui raccolta è in genere più fitta nei mesi di luglio e agosto, ma anche durante il corso del successivo autunno. Originario dell’Europa settentrionale, il mirtillo si è rapidamente diffuso anche nelle Americhe e in Asia, dove può crescere spontaneamente nel sottobosco di aree alpine o collinari.

Il clima prediletto è quello mediterraneo, sebbene la pianta sia resistente sia alle temperature rigide invernali che ai calori più spinti dell’estate, con qualche differenza da specie a specie. In genere, pur amando la luce diretta del sole durante la fase di sviluppo dei frutti, è bene considerare una dimora in mezz’ombra, per evitare temperature eccessive durante i mesi più caldi dell’anno. Teme inoltre i fenomeni temporaleschi più importanti, tra cui la grandine, che ne danneggia i frutti. Per questo motivo, sarà utile predisporre delle coperture o apposite reti qualora si vivesse in una zona frequentemente coinvolta da violenti acquazzoni.

Il terreno ideale è quello morbido e leggero, altamente drenante per evitare i ristagni d’acqua. Inoltre, è preferibile il terriccio sia leggermente acido a livello di PH, nonché nutrito con compost e torba. Prima della coltivazione è quindi consigliata un’opera di zappatura del terreno, per favorire la distribuzione uniforme delle sostanze nutritive. Altrettanto importante sarà la rimozione delle erbacce e delle altre piante infestanti, poiché potrebbero impedire del tutto il corretto sviluppo del mirtillo.

L’apporto d’acqua varia a seconda delle fasi di crescita della pianta. Nei periodi invernali possono essere sufficienti anche i fenomeni meteorologici, vagliando comunque sempre l’eventuale secchezza del terreno. Con l’arrivo della primavera e della successiva estate, invece, l’annaffiatura si intensifica: diventerà praticamente quotidiana al crescere della temperatura e nella fase di produzione dei frutti. In questo senso, è consigliato procedere di prima mattina oppure di sera, per evitare le ore più calde della giornata e, di conseguenza, un’evaporazione troppo rapida dell’acqua.

Coltivazione in vaso o in orto

Il mirtillo può essere efficacemente coltivato sia in vaso che in orto. E non solo per la raccolta dei frutti, ma anche come originale pianta ornamentale: una scelta, quest’ultima, di recente sempre più in voga.

Sia la predisposizione del vaso che del giardino sono molto importanti. Il contenitore andrà scelto adeguatamente, poiché sebbene la pianta non si sviluppi eccessivamente in altezza, mantiene comunque una crescita cespugliosa e un apparato radicale corposo. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua ed evitare i ristagni, quindi si riempie con del terriccio morbido, leggermente acido e arricchito con compost. In giardino, è necessaria un’operazione di zappatura, sarchiatura e fertilizzazione prima della messa a dimora.

La coltivazione del mirtillo può avvenire a partire dai semi, ma si tratta di un’evenienza rara data la difficoltà di ottenere germogli. Il modo più rapido è l’acquisto della varietà prescelta in piantine, da trapiantare direttamente nel luogo di dimora. Per farlo, è sufficiente effettuare delle buche di circa 10-15 centimetri, a seconda sempre del vaso originario della piantina, quindi inserire l’esemplare. Gli spazi vuoti andranno riempiti con del terriccio affinché la tenuta sia salda, mentre è bene inumidire leggermente il tutto al termine dell’operazione per ottenere compattezza. La raccolta avviene progressivamente, a seconda della maturazione del frutto.

Tra le pratiche di mantenimento, una blanda pacciamatura invernale, la potatura se la pianta diventa troppo estesa, l’eliminazione di erbacce e il controllo di piccoli roditori e volatili, poiché potrebbero consumare le bacche.

12 luglio 2015
I vostri commenti
Giuseppe Ferrario, martedì 21 luglio 2015 alle16:04 ha scritto: rispondi »

sono interessato ai periodi di semina e trapianto delle varie verdure per esempio, in agosto cosa si può seminare o trapiantare nell'orto?

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