Della mirra si sente spesso parlare nella tradizione cristiana, proprio perché uno dei Re Magi si narra l’avesse portata in dono per la nascita di Cristo. Già dagli antichi egizi, però, la sostanza è stata utilizzata sia per l’imbalsamazione delle salme che come potente erba medicinale. Di che si tratta e a quali rimedi naturali può essere applicata?

La mirra non è altro che la resina della Commiphora, un arbusto diffuso in ben 50 specie soprattutto in Africa – in Somalia, Sudan, nella Penisola Arabica e in molte altre zone – e in India. Sin dai tempi antichi è usata per le sue proprietà conservanti e antinfiammatorie, così come di seguito spiegato.

Caratteristiche e proprietà

Mirra, albero

Myrrh Tree via Shutterstock

Dall’arbusto spinoso che cresce solitamente in climi molto caldi – la sua diffusione in Africa è tutt’altro che casuale – si ricava in estate una potente resina, la mirra per l’appunto. Sul tronco dell’albero sono infatti presenti nodi e rigature che, con l’alta temperatura, rilasciano all’esterno un liquido giallastro solitamente contenuto all’interno del tronco, che ne costituisce il serbatoio. Per l’uso terapeutico si fa ricorso proprio a questa resina seccata oppure dell’olio essenziale che se ne ricava, ricco di chetoni, steroli, sesquiterpeni e polisaccaridi.

La grande versatilità del composto ha permesso di elaborare nel tempo diverse forme di somministrazione: in crema o balsamo per la pelle, tramite l’olio essenziale o in forma secca per gli alimenti. Al giorno d’oggi, però, è proprio l’olio ad avere la meglio sulle altre categorie. Grazie all’odore intenso, con note di acre, e al sapore agrodolce, la mirra è sempre stata utilizzata per il trattamento delle infezioni delle prime vie respiratorie, per via dele sue specifiche proprietà espettoranti. Tuttavia, la scarsa sicurezza dell’assunzione orale ha reso nel tempo questo metodo vetusto e oggi il prodotto naturale viene sfruttato quasi esclusivamente a uso esterno.

Recenti studi di laboratorio, in particolare condotti in Cina e pubblicati sul Journal Of Medical Plants Research, hanno confermato specifiche proprietà antiossidanti e possibilmente antitumorali del composto. Al momento, però, non è stata elaborata una cura effettiva che possa consentire l’assunzione canonica di mirra senza effetti avversi per l’organismo.

Usi

Come già accennato, gli usi della mirra son da secoli i più svariati, anche se a prevalere oggi è il ricorso esclusivamente esterno. Di seguito, una lista delle casistiche più diffuse, a cui si aggiungono le imprescindibili avvertenze e controindicazioni nel paragrafo successivo.

  • Espettorante: in passato la mirra è stata utilizzata principalmente per l’espulsione del catarro, ma il metodo è considerato oggi vetusto e poco sicuro, anche perché l’assunzione della resina per via orale porta con sé degli effetti collaterali di rilievo, soprattutto a livello gastrico;
  • Antiparassitario: il peculiare profumo della mirra lo rende un rimedio particolarmente efficace per tenere alla larga insetti e parassiti, soprattutto dagli ambienti piccoli. Per questo l’olio essenziale è spesso sfruttato in diffusione, disciolto in acqua calda oppure in poche gocce negli umidificatori di caloriferi e camini;
  • Micosi, eczemi e dermatiti: in crema o in pasta, il composto può essere utile per facilitare la guarigione delle micosi della pelle. Il potere disinfettante e antibatterico, infatti, elimina gli agenti infettanti come i funghi, ripristinando il naturale equilibrio delle zone affette;
  • Disinfettante orale: sebbene l’ingestione sia sconsigliata, sono diversi coloro che ricorrono alla mirra come valido disinfettante orale, da sciogliersi con poche gocce in acqua e utilizzare alla stregua di un collutorio d’emergenza. Proprio perché la mirra non deve essere ingerita, si sconsiglia questo metodo soprattutto in presenza di bambini.

Avvertenze e controindicazioni

Mirra, resina

Myrrh Tree Resin via Shutterstock

Come più volte ricordato, l’olio essenziale di mirra – così come qualsiasi altra forma con cui la resina viene venduta – non dovrebbe essere mai assunto per via orale. Questo perché può provocare nausea, vomito, irritazioni e bruciori diffuse su tutto l’apparato digerente. Per questo motivo, è vietata in tutti quei pazienti che soffrono di patologie pregresse a carico di stomaco e intestino, come gastriti, ulcere e via dicendo. Inoltre, l’assunzione orale può portare a un eccessivo calo della pressione sanguigna, causare aritmie cardiache, provocare perdite di sangue dall’utero molto rischiose soprattutto in gravidanza. L’uso esterno è invece decisamente più sicuro e non comporta particolare problemi a meno che non si sia allergici o ipersensibili al prodotto, quindi con la possibilità di sviluppare orticarie o dermatiti da contatto. Prima dell’utilizzo topic, si verifichi il parere del medico per accertare l’assenza di interazioni con altri farmaci per la pelle.

10 maggio 2014
I vostri commenti
arres62, lunedì 12 maggio 2014 alle14:37 ha scritto: rispondi »

Io la uso insieme al carboncino e all'incenso per purificare l'aria di casa.

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