Ministero Ambiente a rischio paralisi: la risposta del ministro Costa

Ministero dell’Ambiente a rischio paralisi per quanto riguarda le attività tecniche. Uno scenario apparso verosimile dopo la pubblicazione dell'”Atto di indirizzo sulle priorità politiche” relativo all’anno 2019 e al triennio 2019-2021. A rischio sarebbero nello specifico le Valutazioni di Impatto Ambientale, oltre a diversi altre tipologie di accertamenti e di azioni volte a tutelare il patrimonio ambientale italiano.

Il motivo è la liquidazione, prevista entro il 2019 dall’Atto di indirizzo, della “società in house” Sogesid, i cui oltre 400 specialisti distaccati presso il Ministero dell’Ambiente garantiscono assistenza tecnica. Necessario in alternativa assumere nuovo personale attraverso un bando di concorso. Una decisione che si vocifera sia stata presa per rispondere alle accuse, rivolte alla Sogesid, di essere un “bacino clientelare” e quindi di fornire sostanzialmente una sponda amica ai “raccomandati”.

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La decisione di Sergio Costa ha suscitato la reazione dei sindacati confederali di categoria, che hanno indetto uno sciopero, e del presidente Sogesid Enrico Biscaglia, che ha convocato i sindacalisti ha una riunione prevista per il 3 ottobre alla quale è stato invitato anche Pier Luigi Petrillo, capo di gabinetto. Interpellato dall’Ansa il ministro dell’Ambiente Costa ha sottolineato però alcuni aspetti del provvedimento, che punterebbe a interventi più mirati e non a un vero e proprio “colpo di spugna”:

Ad oggi nessuno può pensare di rinunciare alle professionalità assunte da Sogesid dal 2015. Ci sono direzioni generali in cui i dipendenti Sogesid rappresentano l’80% di tutto il personale. Come si può pensare, all’improvviso e senza un piano razionale di assunzioni, di dire alla Sogesid che non abbiamo più bisogno dei loro dipendenti? Sarebbe assurdo.

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L’interesse di Costa è da un lato quello di tutelare dipendenti assunti a tempo indeterminato da una società di proprietà del Ministero dello Sviluppo Economico, dall’altro di garantire al Ministero dell’Ambiente una gestione più virtuosa e trasparente:

È chiaro che non è pensabile che il Ministero dell’Ambiente si regga, per la metà delle proprie funzioni, sui dipendenti assunti a tempo indeterminato da una società di proprietà del Ministero dell’Economia. Il concorso che stiamo ipotizzando prevede assunzioni nel corso di una pluralità di anni, secondo una programmazione virtuosa. Il concorso pubblico sarà per titoli ed esami. Tra i titoli verrà senz’altro considerata con favore l’aver lavorato per un certo periodo anche in modo non continuativo per la pubblica amministrazione e il Ministero in particolar modo.

24 settembre 2018
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