Gli operatori del settore idroelettrico faranno ricorso contro l’articolo 62 del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2016, ritenuto penalizzante per i piccoli impianti. Ad annunciarlo in un comunicato è assoRinnovabili, associazione che riunisce centinaia di produttori di energie rinnovabili. L’associazione punta il dito contro l’innalzamento dei sovracanoni dovuti ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani.

L’importo che dovranno versare i titolari di piccoli impianti idroelettrici è stato portato da 22,90 euro a 30,43 euro a kW. Secondo assoRinnovabili è inaccettabile che i piccoli impianti siano equiparati alle grandi centrali idroelettriche. La misura contenuta nel Collegato Ambientale viola le politiche climatiche decise alla COP21 di Parigi e i programmi nazionali per la tutela del paesaggio.

assoRinnovabili definisce il provvedimento “totalmente indiscriminato e ingiustificato”, pur sottolineando che il Collegato Ambientale contiene numerose misure valide a favore della Green Economy. Secondo le stime degli esperti le conseguenze dell’articolo 62 sul settore del mini-idroelettrico saranno pesanti:

Piccole realtà imprenditoriali locali dovranno far fronte a un drastico incremento di oltre il 30% dei canoni dovuti e, purtroppo, le conseguenze non tarderanno a farsi sentire: riduzione al minimo indispensabile delle manutenzioni o, in alcuni casi, la chiusura degli impianti di produzione a causa di costi indiretti eccessivi.

AssoRinnovabili critica le finalità dell’aumento dei canoni dovuti ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani, una misura volta semplicemente a fare cassa e non a tutelare l’ambiente. Il sovracanone dovrà essere versato anche se gli enti territoriali non effettueranno gli interventi infrastrutturali, necessari a compensare l’impatto ambientale degli impianti idroelettrici.

L’associazione si dice amareggiata dalla mancanza di un confronto costruttivo con il Governo e annuncia battaglia contro una norma che rischia di “schiacciare” il mini-idroelettrico italiano:

Duole constatare che a nulla sono valsi gli appelli delle associazioni di categoria nella fase di adozione della legge. A questo punto sembra non esserci altra soluzione per gli operatori se non un nuovo contenzioso legale.

5 febbraio 2016
Immagini:
Lascia un commento