A dispetto delle tanto sbandierate politiche in favore di una sempre maggiore tutela dell’ambiente, arriva oggi una notizia decisamente poco incoraggiante, in merito alle imposizioni riguardanti l’adozione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Il cosiddetto milleproroghe, passato indenne nelle ore scorse all’esame della Camera, oltre a pronunciarsi in materia di contributi, sanità, scuola e precariato, tocca anche gli obblighi previsti per la costruzione di edifici.

Secondo la norma introdotta dalla legge 244, risalente al 2007 e contenuta quindi nella Finanziaria 2008, entro gennaio 2009 tutte le nuove abitazioni avrebbero dovuto integrare impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (almeno 1 kW per ogni unità), in modo ovviamente compatibile con l’entità dell’intervento tecnico da realizzare.

Per quanto riguarda invece il settore industriale, i fabbricati con estensione superiore ai 100 metri quadrati avrebbero dovuto soddisfare un requisito cinque volte maggiore (5 kW). Tutto rimandato invece, di nuovo.

Dopo il rinvio dello scorso anno, anche per i prossimi dodici mesi non se ne farà nulla e gli edifici che sorgeranno sul territorio italiano non saranno soggetti a nessuna di queste indicazioni. Ovviamente, la decisione non mancherà di suscitare più di una polemica.

26 febbraio 2010
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