Le Regioni avranno tempo fino al 31 gennaio 2016 per attivare i corsi di formazione obbligatori rivolti agli installatori di impianti alimentati da fonti rinnovabili. A stabilirlo è un emendamento al decreto Milleproroghe che ha accolto le richieste delle associazioni di settore.

La proroga dei termini per l’attivazione dei programmi di formazione per gli installatori è stata salutata con favore dalla CNA Installazione Impianti. Il presidente nazionale Carmine Battipaglia ha apprezzato l’impegno bipartisan a colmare le lacune delle Regioni. L’inadempienza delle amministrazioni regionali rischia di penalizzare gli operatori.

Il D.lgs 28/2011 poi modificato dalla Legge 90/2013 obbliga gli installatori a frequentare corsi di formazione di 80 ore per mantenere l’abilitazione conseguita. I programmi di formazione avrebbero dovuto essere attivati dalle Regioni entro il 31 dicembre 2013 ma molte amministrazioni non hanno ancora assolto all’obbligo.

Gli operatori residenti nelle Regioni che non hanno ancora attivato programmi di formazione stanno pagando un prezzo alto per questo ritardo. Il lavoro degli installatori può essere contestato dai committenti per via dell’abilitazione tecnica non confermata. Le ripercussioni sull’operatività delle imprese sono pesanti.

Come ha sottolineato Battipaglia le Regioni devono colmare al più presto il ritardo accumulato nell’applicazione del D.lgs 28/2011, evitando di accampare ulteriori scuse. La CNA si è impegnata a vigilare sul rispetto della normativa, dialogando con le amministrazioni regionali per scongiurare ulteriori ritardi:

Da parte nostra vi sarà una rigorosa azione di sollecitazione affinché le Regioni assolvano agli obblighi di legge in modo da evitare atteggiamenti dilatori che possano nuovamente mettere a rischio l’operatività delle imprese.

L’Associazione Tecnici Energie Rinnovabili ha aspramente criticato l’obbligo di formazione per gli installatori, definendolo l’ennesimo ostacolo burocratico. Secondo l’ATER non di rado le Regioni attivano corsi di formazione tenuti da insegnanti non qualificati.

Inoltre lasciare alle singole Regioni il compito di attivare i corsi crea disparità nella filiera nazionale delle rinnovabili e livelli di qualità differenti.

29 febbraio 2016
Fonte:
CNA
Lascia un commento