Sono da qualche anno al centro delle attenzioni di sociologi, esperti in finanza e vari politici: i cosiddetti Millennials, ovvero i nati all’incirca tra il 1980 e il 2000, sono una delle generazioni più analizzate di sempre. Non solo perché, rispetto alle precedenti, si trovano a dover fronteggiare un mercato del lavoro sempre più frammentato e sottopagato, ma anche perché stanno lentamente portando a cambiamenti importanti in ambito comunicativo e professionale. Uno di questi potrebbe riguardare gli amici a quattro zampe: fra tutte le generazioni, i Millennials sono quelli più a favore dell’introduzione di cani e altri animali domestici in ufficio.

La presenza di cani negli uffici non è di certo una novità: da qualche anno diverse aziende, soprattutto negli Stati Uniti, stanno incentivando questa pratica, perché ha benefici immediati in ambito lavorativo. I dipendenti sono più sereni, aumenta la collaborazione fra colleghi, la produttività sale esponenzialmente: il tutto grazie alla presenza degli amici scodinzolanti, irrinunciabile rimedio antistress. Secondo i dati riportati da Stifel Equity Research, entro tre anni i Millennials supereranno i Baby Boomers nel numero di animali domestici accuditi, un fatto che porterà a una sempre maggiore apertura delle aziende verso cani e gatti.

Nel 2015, secondo la Society for Human Resource Management, l’8% dei posti di lavoro americani ha deciso di garantire la possibilità di portare il proprio cane al lavoro, una crescita del 5% rispetto al 2013. Le aziende avrebbero intercettato il trend, utile anche per le assunzioni. Così spiega Bob Vetere, presidente e CEO di American Pets Product Association, un consorzio di 1.200 produttori di prodotti per animali:

Le aziende stanno incominciando a realizzare che assumere un Millennial… porta un animale domestico al lavoro. Si ottiene un dipendente più concentrato, più a suo agio all’interno dell’ufficio e maggiormente disponibile a lavorare più ore. […] Il segmento dei Millennials (18-34 anni) tende a vedere l’animale come un membro o un sostituto della famiglia, quindi si assicura che il suo animale sia sempre ben accudito.

La testata statunitense CNBC, nel tentativo di analizzare questo trend, ha condotto una breve indagine fra le maggiori società statunitensi che permettono l’ingresso dei cani nelle loro sedi. Da Autodesk a Google, passando per Petco, Amazon, Etsy e molti altri, tutti sembrano concordi e soddisfatti: i Millennials lavorano meglio in compagnia di un quattro zampe e la produttività non è mai stata così alta. Il futuro, perciò, è ormai già tratteggiato: per migliorare, le società non potranno rinunciare al fascino di Fido e Fufy.

16 ottobre 2015
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