Non è di certo un quadro incoraggiante quello emerso dal convegno “La qualità della vita a Milano“, che ritrae la cittadinanza del capoluogo meneghino come una delle più “pigre” di tutta Europa. Ai piedi della madonnina d’oro per ogni pedone ci sono cinque automobili in transito sull’asfalto, una proporzione che supera abbondantemente il doppio di quanto fatto registrare in altri centri abitati ad alta densità come Londra e Madrid.

Se ciò non bastasse, meno della metà di quanti lavorano in città effettua il tragitto casa-ufficio a piedi o con mezzi pubblici. Quest’ultimo dato, in particolare, accomuna due altri importanti capoluoghi nostrani, ovvero Roma e Napoli, ponendo così le tre realtà italiane mestamente agli ultimi posti della classifica continentale, dietro a Monaco, Vienna, Barcellona, Berlino, Praga e Madrid.

Il convegno promosso da Milano si muove, associazione impegnata nella battaglia per i referendum finalizzati a migliorare la qualità della vita nella metropoli lombarda, mette in luce anche un generale disinteresse delle istituzioni nei confronti delle esigenze della cittadinanza nell’ambito della mobilità.

A Milano va però riconosciuto anche un merito, ovvero quello di aver reso una realtà concreta e funzionante il sistema di bike sharing, con 1.400 biciclette distribuite attraverso 103 stazioni, più di quanto hanno fatto fino ad oggi Stoccolma, Oslo, Saragozza e Bruxelles. Purtroppo, pedalare su una rete poco efficiente di piste ciclabili non è un’operazione semplice. In Europa, solo Napoli e Madrid ospitano meno percorsi realizzati ad hoc rispetto a Milano.

9 novembre 2010
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