Miele con zucchero e acqua, la truffa più comune

Tra le truffe alimentari più comuni che riguardano il miele c’è quella che consiste in un’aggiunta di acqua e di zuccheri, arrivando a confezionare un prodotto di bassa qualità. Un danno per i consumatori che devono fare i conti con sostanze come sciroppo di mais, barbabietola e anche riso.

Non si tratta però soltanto di questo, perché l’ultimo piano di controllo effettuato dall’Unione Europea ha messo in evidenza che accanto a questo problema c’è anche la falsificazione dell’origine geografica e botanica del miele. Spesso al posto del miele d’acacia viene venduto un comune millefiori.

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Il miele è un prodotto molto richiesto e i prezzi possono raggiungere anche livelli piuttosto elevati. Proprio per questo motivo i truffatori sono dietro l’angolo e molte volte riescono ad aggirare perfino i controlli. Una speculazione che cresce al pari della domanda.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Conapi (Consorzio Nazionale Apicolo) Diego Pagani, che ha spiegato come in Cina, per esempio, il miele non viene neanche raccolto al naturale, ma è frutto di un processo di fabbricazione chimica. Nemmeno le analisi molte volte riescono a scoprire gli zuccheri aggiunti.

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Per risolvere la questione è proprio l’esperto che suggerisce di aumentare i controlli alle frontiere, specialmente per quanto riguarda alcuni Paesi europei come la Spagna, il Belgio e l’Inghilterra. In particolare la Spagna, secondo le dichiarazioni del presidente Conapi, resta troppo facilmente un mercato libero per il falso miele di importazione cinese. Le poche precauzioni sulle importazioni rappresenterebbero un ostacolo da superare. A questo proposito Pagani fa presente:

È la classica operazione attraverso la quale un miele extracomunitario entra illegalmente in un Paese membro e diventa comunitario.

27 febbraio 2018
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