Il miele è un potente rimedio naturale. Questo alimento è adatto al consumo di grandi e piccoli, oltre a poter essere utilizzato nel trattamento di vari stati di malessere e patologie. Ne esistono differenti tipologie, ciascuna delle quali presenta alcune aree specifiche di preferenza ovvero malattie che rispondono di più a una particolare varietà piuttosto che a un’altra.

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Le diverse varietà di miele non differiscono tra loro soltanto per il sapore, che indubbiamente le contraddistingue, ma anche per i benefici apportati alla salute. Si va da quelli più adatti al trattamento dei malesseri dell’apparato respiratorio al mal di testa, passando per acne, afte e piccole ustioni.

Miele e malattie

  • Miele di Acacia – Si tratta senz’altro di uno dei mieli più conosciuti e apprezzati tra quelli in circolazione. Presenta un colore chiaro e un profumo delicato, oltre a vantare interessanti proprietà specifiche: più adatta di altre per il consumo da parte dei diabetici, in virtù della ricchezza di fruttosio, questa varietà può rivelarsi efficace nel rilassamento generale e per aiutare a dormire, come anche per favorire la dentizione dei bambini (che soffrono spesso di infezioni) per via della sua azione antibiotica naturale.
  • Miele di Eucalipto o di Timo – Queste due varietà di miele risultano particolarmente indicate per le affezioni che coinvolgono le vie respiratorie come tosse, raffreddore e mal di gola.
  • Miele di Castagno – Aiuta a ritrovare la forma e l’energia perdute fornendo al contempo un’azione rimineralizzante. Dal sapore tendenzialmente amaro e dal coloro marrone scuro è ricco di polline e ferro. Si raccomanda quindi per i casi di anemia e in caso di attività altamente impegnative a livello fisico, lavorative o sportive. Consigliato anche in gravidanza, dopo il terzo mese, e durante l’allattamento.
  • Miele di Agrumi (arancia o limone): Questo tipo di miele favorisce il riposo e il recupero dell’organismo grazie alle sue capacità antispasmodiche e sedative, che lo rendono inoltre efficace nel trattamento di stati d’ansia, insonnia, mal di testa e palpitazioni.
  • Miele di Tiglio – Un’importante azione calmante è garantita anche da questa meno nota variante, utile in caso di eccessivo stress e nervosismo;
  • Miele di Lavanda – Il suo effetto calmante lo rende particolarmente adatto a contrastare stati d’ansia e stress. Possiede inoltre un’azione antispasmodica, mentre la sua azione blandamente analgesica ne fa un possibile rimedio naturale per mal di testa di lieve entità. Applicato esternamente su piccole ustioni ne favorisce il miglioramento.
  • Miele di Rosmarino – Utile soprattutto per contrastare problemi di insufficienza al fegato e disturbi alle colecisti.
  • Miele di Biancospino – Dal profumo e dall’aroma molto intenso, se ne raccomanda l’uso soprattutto contro disturbi legati all’apparato cardiocircolatorio come ipertensione e palpitazioni. Si rivela utile anche per favorire un sonno fisiologico e nel calmare lo stress e l’ansia.
  • Miele di Corbezzolo – Una delle varietà meno diffuse e più costose. Il miele di corbezzolo vanta proprietà antisettiche e diuretiche, oltre a un sapore poco dolce e un odore pungente.
  • Miele Millefiori – Utile per ridurre l’apporto di zuccheri nella dieta, se diluito in una soluzione di acqua e limone può aiutare (se consumato prima dei pasti) a raggiungere più rapidamente il senso di sazietà. Grazie alla sua azione energizzante è indicato anche per casi di stanchezza e affaticamento.

Curiosità e consigli utili

La cristallizzazione del miele è un processo naturale. Non è quindi da ritenere come un segnale di possibile deperimento del prodotto, ma anzi un indicatore di qualità. La solidificazione dell’alimento non è inoltre uno stato irreversibile, ma può essere invertito ponendo il vasetto a riscaldare a bagnomaria.

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Durante la fase di riscaldamento del miele occorrerà prestare attenzione a non superare mai la temperatura di 45 gradi, pena la perdita di molte delle proprietà contenute in questo prezioso rimedio naturale.

Gli utilizzi del miele sono molteplici, anche se perlopiù vedono il suo impiego come dolcificante naturale per infusi e bevande calde. In questi casi vale la stesso accortezza indicata per invertire il processo di cristallizzazione: temperature troppo elevate possono annullarne le proprietà, meglio quindi non aggiungerlo al té o alla tisana finché non abbia raggiunto lo stato di “bevibilità”.

12 giugno 2017
I vostri commenti
luigi, mercoledì 14 giugno 2017 alle11:36 ha scritto: rispondi »

Bene l'informazione sui miele,per chi e affetto da colesterolomia.si possono anche evitare i farmaci (TORVASTATINE). Fatemi sapere se esistono alimenti per curare le nefrite. Grazie cordiali saluti.

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