Microplastiche: consumiamo più di 100 particelle a pasto

Potremmo inghiottire oltre 100 minuscole particelle di plastica ad ogni pasto, secondo uno studio che ha scoperto che i polimeri provenienti da arredi morbidi e tessuti sintetici entrano nella polvere domestica e si depositano direttamente sui nostri piatti.

Lo hanno scoperto i ricercatori della Heriot-Watt University (Regno Unito) in seguito a un’analisi condotta in tre case, durante i pasti, dove sono stati collocati sui tavoli, accanto ai piatti contenenti il cibo da consumare, delle piastre con trappole antipolvere appiccicose. Alla fine di un pasto della durata di 20 minuti sono stati trovati fino a 14 pezzi di plastica in queste piastre, l’equivalente di 114 particelle di microplastiche su un piatto più grande, come quello da portata.

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Ciò significa che in un anno, nello stomaco di un essere umano, possono finire fino a 68415 fibre di plastica potenzialmente pericolose per la salute, a sua insaputa. Cercando poi di confrontare le fibre di plastica presenti nelle cozze, sono state trovate qui meno di due microplastiche in ogni mollusco, dunque secondo quanto emerso una persona può aspettarsi di consumare 100 particelle di plastica all’anno mangiando i frutti di mare.

100 particelle di microplastiche dai frutti di mare contro le fino a 68 mila fibre in un anno durante i pasti a causa della polvere presente in casa, dunque. Come sottolineato dai ricercatori:

Questi risultati possono sorprendere per alcune persone che potrebbero aspettarsi che le fibre di plastica nei prodotti ittici siano più alte di quelle nella polvere domestica. Non sappiamo da dove provengano queste fibre, ma è probabile che si trovino all’interno della casa e in un ambiente più ampio.

13 aprile 2018
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