Il metano che si trova sotto i ghiacci dell’Antartide equivale a quello conservato nel permafrost dell’emisfero boreale e potrebbe avere un ruolo importante nei cambiamenti climatici che verranno.

Sul continente antartico vi è una notevole attività microbica che trasforma il carbone organico in metano, ma mancano studi dettagliati sulla capacità metanogenica di questi organismi o sulle quantità stoccate. Il metano, sia di origine biologica che geochimica, resta poi imprigionato nel reticolo cristallino del ghiaccio nei sedimenti oceanici sotto forma di methane hydrate: il famoso ghiaccio che brucia.

Jemma Wadham, professoressa di glaciologia all’università di Bristol, ha guidato un team internazionale nella stima del metano, gas a potente effetto serra. In particolare sono stati valutati gli effetti dello scioglimento della calotta glaciale antartica che potrebbe liberare in atmosfera questo gas, innescando un feedback positivo sul riscaldamento globale.

La Wadham, nell’articolo “Potential methane reservoirs beneath Antarctica” pubblicato su Nature, fa notare che non occorre un cambiamento di temperatura per liberare una parte del metano idrato intrappolato in Antartide, basta una diminuzione di pressione causata dall’assottigliarsi del ghiaccio.

Le ultime stime disponibili dell’IPCC sulla calotta australe prevedevano una riduzione nella parte occidentale del continente e un accrescimento o situazioni di stabilità per la parte orientale, di dimensioni maggiori. La prossima revisione delle stime è prevista per il 2014. Intanto, quest’anno è stata registrata la maggiore riduzione dei ghiacci che si estendono sul mare intorno all’Antartide della storia delle misure polari.

La Wadham ha calcolato che esistono le condizioni per la formazione e lo stoccaggio di metano in forma idrata nei bacini sedimentari antartici per una profondità di 300 metri nella parte occidentale e di 700 in quella orientale. Ora si tratta di verificare i risultati dei modelli con i dati provenienti da trivellazioni a campione.

3 settembre 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento