Da un paio di settimane è entrato in vigore, dopo sei anni di attesa, il nuovo regolamento sulla rete dei distributori di carburanti in Campania. Adesso, per i nuovi impianti di rifornimento, sarà obbligatorio prevedere almeno una colonnina di metano, GPL o idrogeno. Le nuove regole sono introdotte dal regolamento di attuazione della legge regionale 29 marzo 2006, n. 6 “Norme per la razionalizzazione e l’ammodernamento del sistema distributivo dei carburanti”.

Con il nuovo regolamento la regione Campania viene divisa in quattro zone: aree urbanizzate di interesse storico, artistico e ambientale; aree a urbanizzazione medio-alta; nuovi insediamenti industriali; aree agricole. Sarà vietato installare nuovi impianti di rifornimento nella zona 1.

Gli impianti di nuova costruzione potranno sorgere a non meno di 5 metri dal ciglio stradale e dovranno essere obbligatoriamente dotati di un punto di rifornimento per il cosiddetto “terzo prodotto“, a scelta tra GPL, metano o idrogeno. La colonnina dovrà essere dotata di self service per il pagamento e videosorveglianza per la sicurezza.

I maggiori costi dovuti all’installazione delle pompe per il terzo prodotto potranno essere ripagati vendendo, all’interno della stazione di servizio, anche prodotti “non oil“: quotidiani e periodici, servizi internet, fax e fotocopie, cibo. Una simile riorganizzazione della rete carburanti è in atto in diverse regioni d’Italia per favorire la concorrenza e la diffusione di carburanti a basse emissioni di CO2 e particolato. A fine 2011, ad esempio, è entrato in vigore un regolamento molto simile a quello campano anche in Lombardia.

E non è strano, leggi e regolamenti italiani ed europei a parte, visto che in Italia, negli ultimi mesi, il GPL e il metano sono sempre più apprezzati dagli automobilisti.

17 febbraio 2012
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