Trasformare i rifiuti organici, estraendo il metano prodotto naturalmente, per utilizzarlo come fonte di energia: TECGAS (TECnologie innovative per l’up-grading del bioGAS) è un progetto tutto italiano portato avanti in territorio aretino.

Arezzo, infatti, ospita la discarica di Podere Rota a Terranuova Bracciolini: qui si svolgono studi sperimentali che permettono di trattare il biogas che nasce dalla fermentazione dei rifiuti organici con le ceneri dei termovalorizzatori. Il biogas è composto da metano e anidride carbonica: l’obiettivo è scinderli, in modo da stoccare l’anidride carbonica e ri-utilizzare il metano come fonte di energia. Il processo, chiamato upgrading del biogas prevede inoltre lo stoccaggio dell’anidride carbonica prodotta dalla discarica nella sua interezza.

I risultati dei primi esperimenti sono stati presentati lo scorso giugno durante il convegno “Processi innovativi per l’upgrading del biogas” promosso dai partner del progetto: il Centro Servizi Ambiente, dall’International Consortium for Advanced Design dell’Università degli Studi di Firenze. L’Arpat Toscana ha da qualche giorno sintetizzato i risultati emersi, affermando che:

Questo processo di lavorazione trasforma il biogas in biometano che, avendo un più alto potere calorifico, consente maggiori possibilità di impiego nei settori dell’autotrazione, reti domestiche, cogenerazione.

La vera novità rappresentata da TECGAS è proprio il processo di cattura e stoccaggio: attualmente, gli impianti di produzione di biogas attivi in Italia, funzionano diversamente, rilasciando nell’atmosfera la CO2 residua.

Oltre alla sostenibilità ambientale, i tecnici Arpat sottolineano la sostenibilità economica del progetto TECGAS, chiedendo al governo nazionale un sostegno all’iniziativa, come già avviene in altri paesi europei. L’Arpat, dopo aver lanciato la possibilità di ottenere un brevetto industriale sul metodo impiegato nel Podere Rota, ha concluso:

Il progetto TECGASha dimostrato come sia possibile realizzare una proficua sinergia tra imprese di filiera, discariche e termovalorizzatori, enti pubblici come il ministero ed enti di ricerca come le Università, al fine di sviluppare innovazione tecnologica e green economy.

29 luglio 2013
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