Un piccolo merlo è stato ritrovato senza vita, deceduto per un pezzetto di plastica legato alle zampe. Il volatile è l’ennesima vittima dell’incuria dell’uomo, spesso il primo responsabile di questo genere di situazioni. L’esemplare è stato recuperato con il segmento aggrovigliato attorno a una delle due estremità, un classico legaccio di plastica per chiudere i sacchetti dell’immondizia. Una distrazione oppure una perdita volontaria, che ha decretato la fine dell’esistenza dell’uccello. Una presenza letale quella dei lacci per sacchetti, che si trasformano in trappole mortali e pericolose: il filo si arrotola attorno alla zampa degli esemplari, impedendo loro di liberarsene e volare.

A spiegare la pericolosità della situazione è Enpa Monza e Brianza, che ha trovato l’animale senza poterlo aiutare. Come illustra l’associazione in una nota, questo genere di strisce in plastica possono incidere sulla vita degli animali, in particolare dei volatili.

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Tra i tanti i cavi in nylon, vero tormento per molti uccelli poiché dolori e pericolosi, oppure le lenze. Come specifica la stessa Enpa:

Ricordiamo che anche le lenze incautamente abbandonate dai pescatori possano rappresentare un grande pericolo per gli animali selvatici.

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L’estate è inoltre un periodo particolare per tutti gli animali, spesso attanagliati dall’afa e dal caldo. Gli esemplari che nidificano lungo il territorio e fronteggiano con fatica la condizione di disagio. L’associazione è comunque riuscita a mettere in salvo una civetta che, dopo le prime cure, è stata trasferita presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Vanzago (MI), gestito dal WWF. Una zona verde, una sorta di oasi specializzata nell’accoglienza degli esemplari selvatici più bisognosi. Qui possono ricevere tutte le cure necessarie prima di ritornare in natura oppure, nei casi più delicati, trovare spazio all’interno dell’area verde della stessa struttura.

20 luglio 2017
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