Il merlo indiano è un uccello anche noto come maina, oppure con un secondo nome molto affascinante, quello di Gracula religiosa. Il gruppo familiare d’origine è quello dei Sturnidi, appartenente all’ordine dei Passeriformi. Di solito è possibile trovarlo libero in natura nelle dell’area tropicale asiatica, cioè in India, Sri Lanka, Indonesia, Filippine, Pakistan e Malesia. Le specie di appartenenza sono circa 32 e popolano ampiamente le zone verdi in questione, molte di loro infatti sono stanziali. Altre preferiscono migrare, ritornando al caldo solo durante il periodo invernale.

La Gracula religiosa possiede un bellissimo piumaggio nero brillante, caratterizzato da un becco giallo e molto robusto. Ai lati del capo sono presenti due escrescenze dal colore giallo intenso, note come caruncole, quindi una coda piuttosto corta. Può vivere fino a 10 anni, se allo stato brado, costruendo nidi e spazi dove curare le sue uova all’interno di cavità poste negli alberi. A volte sfrutta vecchi rifugi esistenti, che occupa per la sua prole. In cattività la longevità aumenta fino ai 20 anni. La sua diffusione investe anche l’Europa, dove si possono contare 12 sottospecie, mentre in cattività se ne possono commercializzare solo tre.

Merlo indiano: allevamento e caratteristiche

Merlo indiano

Hill myna bird watching in the trees via Shutterstock

Il merlo indiano rientra nell’Appendice II della Convenzione di Washington (CITES), ovvero tra le specie protette la cui vendita può avvenire solo tramite documento di importazione valido. Le specie commercializzabili in Europa sono solo tre, ma è sempre utile informarsi sulla loro esatta provenienza, per evitare l’importazione di esemplari strappati alla vita selvatica. Le uniche presenti sul mercato sono:

  • Gracula religiosa indica: la più piccola, con i suoi 25 cm di lunghezza, nonché la meno avvezza a imitare;
  • Gracula religiosa intermedia: di 30 cm di lunghezza;
  • Gracula religiosa religiosa: di 35 cm di lunghezza e ottima imitatrice vocale.

La differenza è data dal formato e dal peso, ma anche dal colore delle caruncole e dalla presenza di striature sul piumaggio.

Al momento dell’acquisto è importante valutare che l’animale mostri un aspetto sano, con piumaggio pulito e lucido, in assenza di respiro affannoso e con un carattere vivace anche se tranquillo. Visto il luogo d’origine, la foresta, è importante ospitare il merlo in una grande voliera comprensiva di rami o alberelli, come melo, salice, betulla e pioppo per favorire il movimento. Lo spazio dovrà consentire l’apertura alare senza traumi, al contempo un po’ di privacy data da un piccolo nido o l’accostamento della voliera a una zona coperta. L’esposizione deve garantire calore – il merlo ama il sole – quindi una vaschetta piena d’acqua per il refrigerio estivo. Il fondo della gabbia andrà coperto con giornali, ma la pulizia sarà quotidiana. Durante l’inverno l’animale va accolto in casa in gabbie capienti, non meno di 100x60x60 cm, con la possibilità di applicare delle pareti non trasparenti sui lati. Per allenare la loro curiosità è possibile fornirgli giochini colorati, tubi di cartone e sonagli per bambini piccoli.

Alimentazione e voce

Il merlo deve poter accedere quotidianamente al cibo e all’acqua fresca, mentre i contenitori andranno puliti ogni giorno. Le vaschette per il cibo saranno due: una per gli alimenti freschi e una per il mix di graniglie. Vista la bassa tollerabilità al ferro è importante acquistare cibi con quantitativi molto ridotti o nulli, oppure preferire il pellettato per pappagalli da integrare con la frutta. Per quanto riguarda il cibo fresco, la Gracula gradisce riso integrale bollito, patate lesse, mais, mele, banane, pere, papaya, meloni e anguria. Meglio evitare frutta e verdura ricca di Vitamina C per non favorire l’assunzione di ferro, quindi avocado, cioccolato e prezzemolo tossici per la sua salute. L’introduzione di nuovi cibi dovrà risultare graduale, così da consentire al merlo una scelta personale. È un uccello onnivoro, ma predilige la frutta. La Gracula più grande è famosa per le sue capacità imitative, in particolare se giovane. La condivisione degli spazi domestici favorisce una forma di imprinting di suoni e voci, che il volatile riproduce fedelmente. Vista la sua loquacità, è l’animale giusto per chi potrà condividere con lui molte ore al giorno, interloquendo e interagendo con frequenza.

27 agosto 2014
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Antonio, venerdì 3 luglio 2015 alle0:17 ha scritto: rispondi »

Salve,ho un merlo indiano che da qualche giorno respira a becco aperto in continuazione,non parla non fischia piu',mangia beve anke se aspetta l'attimo giusto,effettua sempre starnuti anche,qualcuno sa dirmi cosa posso somministrargli?grazie

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