Il pesce è un importante fonte di acidi grassi Omega-3, nutrienti fondamentali per la salute del cuore e del cervello. A causa dell’inquinamento sempre più elevato dei mari, però, mangiare pesce potrebbe non rivelarsi una scelta molto salutare perché esporrebbe l’organismo a una contaminazione da mercurio. A rivelarlo è una recente analisi condotta sul tonno a pinna gialla da un gruppo di ricercatori della University of Michigan.

Gli autori hanno analizzato tre diversi studi condotti sui tonni pescati nelle acque delle Hawaii. I risultati dello studio sono a dir poco preoccupanti: dal 1998 al 2008 la concentrazione di mercurio nel tonno è aumentata del 3,8% ogni anno. Secondo gli esperti l’aumento del livello di mercurio in specie come il tonno è causato dall’industria dei fossili.

La generazione di elettricità nelle centrali a carbone, ancora piuttosto diffusa anche in grandi economie come la Cina, causa infatti un aumento del mercurio immesso nell’atmosfera che si riversa anche nelle acque oceaniche. Gli scienziati spiegano che i livelli di mercurio negli oceani stanno crescendo in modo vertiginoso.

Questo studio è il primo a dimostrare che l’accumulo di mercurio nelle specie marine è in crescita. Secondo gli autori dell’analisi occorrono misure più restrittive per ridurre le concentrazioni di mercurio nell’atmosfera. Al tasso di crescita attuale, infatti, il rischio è che le acque del Nord Pacifico vedano raddoppiare i livelli di mercurio entro il 2050.

Le conseguenze di una maggiore concentrazione di mercurio negli stock ittici potrebbero essere piuttosto gravi per le popolazioni costiere che coprono gran parte del loro fabbisogno proteico proprio con il pesce. Il rischio è alto, anche se recenti studi hanno dimostrato che alcuni nutrienti del pesce proteggerebbero il cervello dal mercurio.

Il consiglio degli esperti è di consumare pesci più piccoli. Tonno e pesce spada, infatti, tendono ad accumulare più sostanze tossiche nei tessuti. Senza contare che si tratta di specie sovrasfruttate che fanno fatica a ripopolarsi e rischiano l’estinzione.

5 febbraio 2015
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento