Pioggia di polemiche in quel di Milano all’indomani dell’iniziativa, concomitante con la Settimana Vegetariana Internazionale, di proporre un menu vegano agli alunni delle scuole primarie: così come riporta la cronaca locale, gran parte dei bambini si sarebbe rifiutata di mangiare e le pietanze sarebbero finite nella spazzatura. Immediata la protesta dei genitori.

Milano Ristorazione, la società che serve le scuole primarie del Comune di Milano, ha organizzato per il 2013 una serie di iniziative multiculturali, per favorire l’integrazione anche dal punto di vista alimentare. Tra le varie giornate di sperimentazione di cucine diverse da quella italiana, si è deciso di proporre agli alunni un menu a base di grano saraceno, tofu, insalata, crema di zucca e zucchine. I bambini però, spesso diffidenti verso la verdura e gli alimenti che non conoscono, avrebbero preferito digiunare, lasciando insegnanti e genitori davvero perplessi.

Il Giornale ha raccolto alcune delle preoccupazioni dei genitori e del corpo docente, peraltro già ampiamente diffuse sui social network e anche sul profilo Facebook dell’amministrazione Pisapia. Il giudizio pare essere vagamente unanime: “vedere i bambini a digiuno è uno strazio”.

La problematica deriverebbe da una comunicazione fallace, perché pare che non tutti i genitori fossero correttamente informati sull’iniziativa né in cosa davvero consistesse l’alimentazione vegana. Così molti insegnanti si sono ritrovati di fronte a bimbi straniti e desiderosi di sapere se i vegani fossero gli abitanti della stella Vega, oltre al loro secco rifiuto di assaggiare quanto per loro cucinato.

Come molti genitori sottolineano in queste ore di protesta, sperimentare cucine alternative non è affatto sbagliato per i bambini, ma il percorso dovrebbe essere progressivo e studiato. Imporre da un giorno all’altro una dieta con cui i piccoli non hanno familiarità è abbastanza normale sollevi il diniego da parte degli alunni. Così spiegano alcune mamme sempre intervistate da Il Giornale:

Non a tutti è arrivato il volantino che spiegava cosa significa vegano e perché. Proposte in questo modo, queste belle iniziative si trasformano nel loro contrario. […] Si poteva pensare di inserire almeno un primo piatto che non provenisse dal pianeta “Vega“, un bambino ha chiesto dove mai vivano i vegani…

Anche sul Corriere della Sera, nella sezione “Italians” di Beppe Severgnini, si raccolgono gli stessi malumori. Un genitore ha inviato una lettera al quotidiano esprimendo delusione:

Con una iniziativa assunta unilateralmente, ovvero senza che noi genitori venissimo consultati in merito, Milano Ristorazione ha deciso di dar corso ad alcune giornate di menù speciali con la motivazione di dare spazio alla multiculturalità in materia di alimentazione.

Non ho nulla in contrario contro il menù mediorientale o il menù greco proposti, anche se ritengo che bambini di quell’età già spesso rifiutino il cibo nostrano e quindi a maggior ragione rifiuteranno quello esotico o al di fuori dei loro schemi alimentari, che spesso sono molto più rigidi dei nostri. Però Milano Ristorazione propone, anzi IMPONE il menù vegetariano e questo non lo trovo accettabile.

Dalla protesta alimentare si passa oggi a quella economica per uno spreco documentato: su Facebook sono stati pubblicati gli scatti di alcuni sacchi pieni di pietanze rifiutate dai bambini, pronti per essere gettati nell’immondizia.

2 ottobre 2013
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I vostri commenti
Michela, giovedì 17 dicembre 2015 alle13:54 ha scritto: rispondi »

Questi genitori che si lamentano per gli sprechi del menu vegano forse non sanno che i bambini nelle mense lasciano di tutto. Io ho lavorato nelle scuole elementari e ho visto bambini alzarsi a buttare interi piatti anche di semplice pasta al sugo dopo averla solo assaggiata, dicendo "fa schifo perché non è identica a come la fa mia mamma". Andate a vedere come sono pieni i sacchi di spazzatura dei menu onnivori, non è certo colpa del menu vegan se i bambini non mangiano, la colpa è dei vizi che hanno! e la cosa grave è che ci sono bambini che non toccano mai neanche una verdura, semplicememte perché non sono mai stati abituati a casa dato che i loro genitori stessi ne mangiano di rado. Abituiamo i bambini fin da piccoli ad avere un'alimentazione sana e vedrete come non chiederanno nemmeno schifezze e merendine spazzatura e fritti... solo se glieli facciamo scoprire questi sapori loro si abituano perché il bambino non può andare da solo a comprarsi le merendine e altre schifezze varie!

Nico, martedì 14 luglio 2015 alle21:10 ha scritto: rispondi »

Che schifo il menù vegano. BLEAH!!

Sandra Ricci, venerdì 4 ottobre 2013 alle20:07 ha scritto: rispondi »

Ho scaricato queste app E i miei piccoli non fanno altro che giocarci.Un modo per imparare qualcosa di utile.

Camilla, venerdì 4 ottobre 2013 alle12:10 ha scritto: rispondi »

è stata un'iniziativa intelligente e NON è vero che i bimbi non abbiamo mangiato nulla. Magari ci fossero più spesso piatti vegani nel menù!

Marco Grigis, venerdì 4 ottobre 2013 alle2:19 ha scritto: rispondi »

Laura, mi scusi, ma quali facili interessi vuole che ci siano dietro a questo articolo? Su una testata che si occupa più che ampiamente di alimentazione vegetariana e vegana, con un archivio di ricette da far venire l'acquolina in bocca anche al più irriducibile degli onnivori? Suvvia, non si può giustificare ogni idee diversa dalla propria con gli "interessi celati" o chissà quali cospirazioni, non ne vale proprio la pena. L'articolo tiene conto di una protesta in atto fra i genitori - come vedrà, le fonti di quanto si dice sono ben riportate sia nell'articolo che in calce. Era doveroso raccontarlo ai nostri lettori perché non sarebbe stato corretto far finta di niente, non è corretto raccontare solo il bello di una scelta vegana e dimenticarsi tutto il resto. Allora sì che vi sarebbe un interesse celato. Se posso esprimere un mio parere - come vedrà dall'articolo, non ho espresso giudizi di sorta ma riportato le opinioni altrui - non trovo affatto inconsueto lo stupore dei bambini e i dubbi dei genitori. Chiunque abbia avuto a che fare con un bambino sa come sia diffidente nei confronti dei cibi che non conosce, non a caso tutti prima o poi si sono imbattuti in un bimbo che di mangiare la verdura proprio non ne vuole sapere. Modificata la loro quotidianità, senza che vi fosse un percorso di inserimento progressivo, è lecito attendersi che il bimbo si rifiuti. Come dice, delle patate al forno, della frutta o qualsiasi altro alimento "vegano" con cui il bimbo ha già dimestichezza non avrebbero di certo causato questa protesta. Per quanto riguarda l'"imposizione", si tratta di un'opinione di un genitore, tanto legittima quanto la sua.

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