La menopausa è una fase naturale nella vita di ogni donna: di solito attesa attorno ai 50 anni, segna la fine dell’età fertile. Eppure vi sono delle donne che sperimentano molto prima questi cambiamenti fisiologici e ormonali, anche a ridosso ai quarant’anni: in questo caso si parla di menopausa precoce: di cosa si tratta e come gestirla?

Sebbene la menopausa sia del tutto fisiologica nell’esistenza del genere femminile, quando i suoi sintomi sono di molto anticipati è bene, prima di ricorrere all’automedicazione o ai rimedi naturali, chiedere il parere del medico curante o di uno specialista. Questo perché le disfunzioni del normale ciclo mestruale, così i cambiamenti ormonali, potrebbero sottendere anche altre e pericolose cause.

Menopausa precoce: perché?

Per menopausa precoce, in linguaggio medico chiamata anche insufficienza ovarica precoce, si indica generalmente la scomparsa del flusso mestruale prima dei 40 anni. I sintomi sono quelli tipici della menopausa classica – amenorrea, vampate di calore, diminuzione del desiderio sessuale, osteoporosi e via dicendo – ma diventano ancora più debilitanti poiché coinvolgono pazienti ancora nel pieno dell’energia, magari con una famiglia formata da poco e al culmine della carriera lavorativa.

Le cause possono essere le più svariate e, sebbene non tutte possano essere identificate con appositi esami di laboratorio o altri accertamenti diagnostici, si possono così riassumere:

  • Origine genetica, spesso per la mancanza di 17-α-idrolasi dovuta a un difetto del cromosoma X;
  • Congenita;
  • Indotta da operazioni chirurgiche;
  • Da reazione autoimmune sulle ovaie;
  • Come effetto di farmaci e altre sostanze, dal fumo all’alcol passando per i chemioterapici;
  • Infezioni.

Come già sottolineato, il supporto di uno specialista diventa fondamentale sin dai primi sintomi, poiché alcune forme di menopausa precoce non sono del tutto irreversibili. Questo significa che, con l’opportuno trattamento farmacologico o con il dosaggio ormonale, si possono dilungare gli effetti nel tempo, fino a raggiungere tempistiche quasi sovrapponibili a quelle naturali. Inoltre, come facile intuire, questo disturbo può ridurre notevolmente le chances di poter procreare: data la giovane età delle pazienti, si dovrà pensare a delle strategie mirate come la fecondazione in vitro.

È inoltre utile prestare particolare attenzione ad alcuni segnali premonitori, ovvero che anticipano la fase di menopausa vera e propria. Qualora si fosse sperimentato un ciclo irregolare, una sindrome premestruale più intensa del solito, un aumento di peso non motivato dalla dieta oppure un cambiamento importante nella consistenza e nella qualità di pelle e capelli, è bene rivolgersi al medico.

Terapie e rimedi naturali

La terapia per la menopausa anticipata è molto complessa e non può prescindere da un continuo controllo sanitario. Prevede infatti la somministrazione in dose elevate di ormoni – estrogeni, progesterone e in casi più rari anche testosterone – per ritardare nel tempo la fine dell’età fertile. Pur riuscendo in questo scopo, però, la somministrazione di ormoni per via farmacologica può comportare degli effetti collaterali non graditi – nausea, cefalea, ritenzione idrica, sbalzi d’umore – e può aumentare il rischio di patologie gravi. Per questo motivo, il trattamento dovrà essere sempre adeguatamente monitorato, affinché le dosi raggiungano un’ottima bilancia tra i benefici raggiunti e gli eventuali aspetti indesiderati. La somministrazione è normalmente per via orale, ma a volte vengono anche prescritti dei cerotti per l’assorbimento tramite la cute.

Sul fronte dei rimedi naturali, sempre da utilizzare su consiglio di un esperto e ben consapevoli delle possibili controindicazioni e degli altrettanti effetti collaterali, si fa normalmente riferimento ai ritrovati generalmente indicati per la menopausa classica. Questi avranno il potere di alleviare i sintomi, ma non di arrestare il progresso del disturbo.

Innanzitutto è consigliata una dieta adeguata, soprattutto per prevenire i rischi dell’osteoporosi: le fonti di calcio e vitamina D, ad esempio tramite i latticini e la verdura, saranno certamente d’aiuto. Si prosegue quindi con l’esercizio fisico, per smaltire lo stress generato e contrastare anche le tipiche vampate di calore stimolando la naturale termoregolazione: lo yoga, in questo senso, è caldamente consigliato. Infine si può far ricorso a rimedi calmanti – dalla malva alla camomilla, passando per la melissa – e ad altri più sedativi, quali la passiflora per combattere efficacemente l’insonnia. L’aloe vera in gel, infine, può essere una soluzione momentanea per contrastare l’aumentato senso di calore, dato il suo potere estremamente rinfrescante.

19 ottobre 2014
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