Menopausa: omega 3 da pesce e legumi possono ritardarla di 3 anni

Rinviare l’appuntamento con la menopausa mangiando pesce e legumi. A sostenerlo è uno studio della University of Leeds, secondo i quali alcune sostanze come gli omega 3 permetterebbero alle donne di rimandare il passaggio nella nuova fase. Al contrario vi sarebbero alimenti, come quelli a base di carboidrati raffinati, in grado di svolgere una funzione opposta (anticipando i tempi).

Nello studio sul rapporto tra cibo e inizio della menopausa i ricercatori hanno analizzato inizialmente i dati di 14 mila donne britanniche, tutte di età compresa tra i 40 e i 65 anni, svolgendo a distanza di 4 anni un’intervista di verifica. Oltre 900 tra le partecipanti hanno effettuato un ingresso naturale in menopausa durante il periodo trascorso prima della fase di controllo.

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L’età media di ingresso in menopausa delle partecipanti è stata di 51 anni. I ricercatori hanno spiegato, in occasione della pubblicazione avvenuta sulla rivista scientifica Journal of Epidemiology and Community Health, di aver riscontrato alcune corrispondenze tra ingresso anticipato/posticipato e determinati alimenti.

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Nello specifico le donne che hanno consumato dosi maggiori di fagioli verdi e piselli sono entrate in menopausa circa un anno rispetto alle altre. Altri alimenti che vengono ritenuti in grado di spostare in avanti l’ingresso in menopausa sono quelli ricchi di vitamina B6 e zinco come, ad esempio, avocado, semi, pesce, manzo, pollame, banane e uva.

Una dieta strettamente vegetariana accelererebbe invece i tempi, se comparata con i dati rilevati alle partecipanti onnivore. Questo perché, nonostante l’abbondante presenza di antiossidanti, l’elevata presenza di fibre e la quasi assenza di grassi animali porterebbe alla mancata assunzione di estrogeni (con la conseguenza influenza sui livelli ormonali).

2 maggio 2018
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