Lavorare di meno e godere di più tempo libero: sarebbe una ricetta efficace non solo per vivere più felici, ma anche per contrastare il riscaldamento globale. A sostenerlo è un recente studio presentato dal gruppo di ricerca liberale Center for Economic Policy and Research, con base a Washington.

Secondo i ricercatori, un numero inferiore di ore di lavoro potrebbe ridurre le emissioni di gas a effetto serra e, di conseguenza, rallentare gli affetti del cambiamento climatico. A calare, infatti, sarebbero prima di tutto i consumi energetici sui luoghi di lavoro, a cominciare dalle industrie particolarmente energivore.

Spiega David Rosnick, autore dello studio:

Il rapporto tra giornate di lavoro più brevi e minori emissioni è complesso e ancora da chiarire, ma è comprensibile che l’abbassamento dei livelli di consumo, tenendo tutto il resto costante, potrebbe ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Per questo, secondo gli autori dello studio, potrebbe essere utile prendere in considerazione un nuovo sistema con settimane lavorative di soli 4 giorni. Sarà molto importante, in questo senso, anche la scelta operata dai Paesi emergenti nell’adozione di un modello di organizzazione del lavoro che ricalchi il sistema europeo o quello americano. Se la scelta dovesse ricadere sullo schema tipico del Vecchio Continente, le ore di lavoro complessive sarebbero in numero minore, con beneficio dell’atmosfera e del clima.

Il calo delle ore lavorate, spiega Rosnick, non avrebbe ripercussioni negative sulla produttività dei lavoratori, che secondo lui sarebbero in grado di gestire al meglio il proprio incarico anche con un orario settimanale più flessibile. Si tratta, in altri termini, di migliorare l’efficienza del personale, puntando sull’interesse che gli stessi dipendenti avrebbero nel vedersi ridurre l’orario.

Tuttavia, precisa lo studioso, saranno necessarie altre ricerche per perfezionare questa nuova teoria, che includano anche le emissioni legate al trasporto verso i luoghi di lavoro e quelle causate da vacanze e tempo libero. Se una persona dovesse sfruttare le maggiori ore libere per una vacanza in aereo in un luogo molto lontano, ad esempio, questo inciderebbe in modo negativo sul bilancio delle emissioni di CO2. Che sia l’ozio il modo più efficace per contrastare il global warming?

5 febbraio 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 6 febbraio 2013 alle0:27 ha scritto: rispondi »

Dalle conclusioni di certi studi si evince che sogni e realtà sono purtroppo sempre più lontani tra loro.

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