Con le nuove regole sulla tassazione della CO2 emessa dagli aerei un po’ tutte le compagnie stanno cercando nuovi modi per ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica. Anche piccoli risparmi, vista la frequenza dei voli di andata e ritorno effettuati da ogni aeromobile, potrebbero comportare consistenti risparmi economici.

Uno dei modi per raggiungere questo obiettivo potrebbe essere quello di recuperare almeno parte dell’energia sprigionata dagli aerei in fase di atterraggio. Se fosse possibile accumularla, la si potrebbe utilizzare per i piccoli spostamenti a terra in aeroporto, il cosiddetto “rullaggio” o “taxiing”.

Questa possibilità di risparmio energetico è allo studio dei ricercatori dell’Università di Lincoln, nel Regno Unito, che stanno realizzando un dispositivo per generare energia elettrica mentre l’aereo frena in fase di atterraggio. Oltre ai ricercatori, però, si sta muovendo anche l’industria come nel caso della collaborazione tra Easy-Jet, Honeywell e Safran che stanno testando il rullaggio elettrico.


Secondo Easy-Jet spostare gli aerei a terra tramite motori elettrici invece che con i normali motori a reazione può ridurre del 4% il consumo complessivo di carburante aeronautico della compagnia. Questo perché, a fronte di piccoli spostamenti di poche centinaia di metri, i motori tradizionali devono restare accesi anche mentre l’aereo è fermo. Con il motore elettrico, invece, li si può spegnere risparmiando carburante e inquinando molto meno. Per non parlare dell’abbattimento del rumore negli aeroporti.

Ma non è tutto oro quel che luccica, perché non è detto che quel che si recupera a terra con il rullaggio elettrico non lo si perda in volo a causa del peso delle batterie necessarie ad immagazzinare l’energia elettrica prodotta in fase di atterraggio.

27 febbraio 2012
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