La meningite è un’infiammazione delle meningi (membrane che rivestono il cervello) e può essere sia di tipo batterico che virale. Se in quest’ultimo caso si tratta in genera di una patologia di tipo benigno, quando è causata da germi e batteri l’evoluzione della malattia può risultare più complicata e ricca di insidie.

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A scatenare tale infiammazione sono, in caso di meningite di tipo batterico, il meningococco, il pneumococco e l’emofilo tipo B. I rischi maggiori vengono sperimentati in età pediatrica, mentre la sua diffusione può interessare individui di tutte le età. Nei casi più gravi può portare alla morte del paziente, soprattutto qualora la diagnosi risulti tardiva.

Tra i rischi, oltre al possibile decesso del paziente, anche il possibile manifestarsi di epilessia, paralisi motorie, sordità o danni neurologici. Una delle insidie maggiori associate alla meningite è rappresentata dalla difficoltà di giungere a una diagnosi univoca, in quanto molti dei sintomi di questa patologia sono condivisi con la meno grave influenza stagionale.

Come avviene la trasmissione

I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea e vomito, tutti condivisi con una classica influenza. Esistono tuttavia alcune indicazioni più specifiche che possono mettere in allerta il paziente quali infiammazione delle meningi (espressa tramite dolori alla nuca e alle tempie), sensazione di torpore, diminuzione dello stato di coscienza o episodi convulsivi.

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La modalità di trasmissione della meningite è simile a quella di un banale raffreddore, ovvero avviene per l’essere entrati in contatto con le microgocce di liquidi provenienti da gola o naso di una persona malata. Ciò può avvenire sia tramite contatto (la persona malata tocca con mani infette una superficie pubblica, a sua volta toccata da altri che poi portano le mani alla bocca o a contatto con occhi o naso) che attraverso la respirazione (conseguenza di starnuti o colpi di tosse che nebulizzano tali sostanze nell’aria circostante).

Come evitare il contagio

La prima indicazione è quella di evitare i luoghi eccessivamente affollati, qualora non strettamente necessario, soprattutto in quelle località dove siano stati registrati focolai di malattia. Importante sarà tuttavia prestare alcune semplici norme igieniche per limitare al minimo i possibili rischi.

Una di queste è quella di evitare un contatto troppo ravvicinato con persone che manifestino raffreddore o colpi di tosse e non mostrino di seguire le linee guida del Ministero della Salute: tra queste lo starnutire o tossire su un fazzoletto per non diffondere i germi nell’aria.

Lavarsi le mani con una certa frequenza è senz’altro un altro buon consiglio, soprattutto dopo essere entrati in contatto con superfici di uffici o mezzi pubblici. Evitare di condividere posate, stoviglie, cibi e bevande.

Qualora si entri in contatto con soggetti malati, ai quali sia già stata diagnosticata una forma di meningite, il consiglio è quello di avvisare prontamente il proprio medico curante e valutare l’avvio di una profilassi antibiotica. Va ricordato infine che è disponibile un vaccino in grado di proteggere da questa malattia.

17 gennaio 2017
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